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L'ULTIMO ARRIVATO

 

E’ un romanzo breve ma intenso, ricco di spunti e riflessioni originali. Tutti i personaggi sono perfettamente disegnati, padre, madre, maestro elementare del paese, gli amici paesani, e poi, gli abitanti della periferia milanese, la moglie, la vita in fabbrica, fino alla psicologa che assiste il protagonista nella depressione dovuta alla disoccupazione che segue alla detenzione carceraria, e infine l’amore per la piccola nipotina. Tutto perfettamente disegnato e descritto con un linguaggio elementare, volutamente condito con errori grammaticali che rendono ancora più vivido e realistico il racconto in prima persona. E in sole duecento pagine non mancano gli accenni alla invasione di cinesi e indiani nella periferia milanese, la delocalizzazione delle fabbriche, il degrado della periferia, digressioni sul concetto di proprietà e sulla lotta fra lavoratori e datori di lavoro. 
Molto bella soprattutto l’immagine del maestro elementare che si prende cura del fanciullo protagonista e diviene un alter ego del padre, e idolo sempre presente da imitare e cercare di raggiungere, che impersona il fascino del sapere per tutti coloro che, impotenti, soffrono per tutta la vita per scarsa erudizione o inesperienza. 
L’amarezza di una vita intera trascorsa in lotta col mondo ostile si scioglie finalmente con l’apprezzamento della nipotina che scopre la vita passata del nonno e gli dimostra affetto. E’ una conclusione finale serena e positiva che al termine del racconto non lascia il lettore con l’amaro in bocca. 
Lettura molto consigliabile. 



(Pietro Benigni)








Marco Balzano, L'ultimo arrivato, Sellerio, 2015 [ * ]

 

Pubblicato il 16/12/2015 alle 12.12 nella rubrica Balzano, Marco.

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