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OLTREMISURA

 


La poesia oggi ha raggiunto un punto orizzontale dove l’Io poetico affronta i livori dell’esistenza, la percezione quotidiana del finito, l’intensità malefica del possesso e dell’annullamento. La raccolta Oltremisura partendo dalla fonte personale affronta il percorso difficile della salita verso i punti verticali, le cime tempestose, dove le passioni disilludono, i sensi non sostengono, i sogni si infrangono contro la barriera del Tempo. La poeta inizia il cammino/ racconto con la poesia Bianco che potrebbe essere avvicinata alla voce del Nobel Salvatore Quasimodo della poesia Ed è subito sera. La Nostra scrive: “Sto qui / fra riga e riga / senza distanze. / Sto qui / qui a guardare il bianco: / nomade / tra le parole dette / e quella che mi tace dentro”. L’anafora sprigiona l’egemonia del luogo atemporale; il colore bianco risveglia l’energia della purezza, la verginità della mente e del foglio dove riversare la parola; la forza della poesia è nella mediazione tra il suono e l’immaginazione, la sospensione e la Creazione che si rivela nel silenzio, inaspettata l’acqua dell’esistenza scorre a superare i secoli con lo sguardo. Noi siamo nomadi, imperfetti e nostalgici, costretti a comprendere in ritardo le profezie dei poeti, i deliri degli assassinati per le idee, le violenze subite da chi apre le stanze alla luce del sole: “(…) I ragazzi, a valle, / non lo vedono: / hanno negli occhi frammenti / in divenire / abbracciano l’attimo / non cercano altro / ma l’indicibile dell’esistenza / li aspetta”. La poesia non ha un ruolo nella Storia della società contemporanea, proprio quando sembra fiorire in mille cenacoli, in migliaia di voci, in una infinità di incontri. Per la Nostra la poesia potrebbe rivelarsi “(…) la voce / senza traduzione”, proprio come avviene oggi. Allora oltre al dolore personale per l’impossibilità della condivisione reale, sincera, sentita, la poeta rivela al lettore l’amaro “Sale della mia terra” (che è poi la terra di ognuno di noi): “Al seno di tua madre / senza distanze / hai quanto basta / senza spazio / senza tempo / senza memoria / non dissipi calore. / (…) Dove sono ora / ho quanto basta: / un battito di vita / uno sguardo che colora il mondo / e i miei anni / diventano leggeri. / Ho te / sale della mia terra.” 



(Vincenzo D’Alessio)








Luciana Raggi, Oltremisura, Vitale Edizione, 2015

Pubblicato il 14/7/2015 alle 10.41 nella rubrica Raggi, Luciana.

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