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DONNE

   


E’ un libro poco usuale nella letteratura camilleriana. E’ un saggio, scritto in forma di raccontini, trentanove, per la precisione, ciascuno dei quali racconta la storia di una donna.
Riguardo il contenuto del libro, mi rifaccio alle parole dell’autore, riportate in nota, a titolo di postfazione: «…è un parziale catalogo delle donne, realmente esistite nella Storia o create dalla letteratura, e di altre che ho conosciute e di altre ancora di cui mi hanno raccontato, le quali, per un verso o per l’altro, sono rimaste nella mia memoria» (pag 211).
Credo non possa trovarsi miglior definizione del libro di queste parole dell’autore stesso. Più non dirò sul contenuto, salvo riportare le mie impressioni.
Il mio modesto giudizio di lettore è, come sempre, molto positivo (trattandosi del mio autore preferito…diranno alcuni che mi conoscono); in realtà, non essendo né un romanzo di Montalbano, né un saggio letterario tout court, il giudizio diventa non estremamente facile. Quello che dò per certo è che la sua lettura diverte.
Alcune donne esaminate da Camilleri, come detto già dall’autore stesso, sono state da lui conosciute direttamente e sono quelle i cui ritratti risultano più interessanti e anche quelle che mi hanno coinvolto di più. In ciascun capitoletto non c’è solo una donna, spesso sono due o più, ovviamente omonime, visto che i capitoli sono nomi femminili in ordine alfabetico.
Le creature letterarie saltano subito all’occhio, ma proprio per la possibilità di più persone con lo stesso nome, si possono trovare delle piacevoli sorprese. Ad esempio, alla voce "Angelica", che apre il libro, c’è l’Angelica di Ariosto, quella delle storie di Orlando e dei suoi Paladini, tra l’altro molto presente nelle rappresentazioni fatte in Sicilia con le marionette dette “Pupi” (da cui l’ “Opra ‘i Pupi”, di tradizione siciliana), e c’è poi un’altra Angelica che sorprende Camilleri stesso durante un loro incontro casuale, essendo una famosa rivoluzionaria russa. 
L’autore procede. E alcune di queste “eroine camilleriane”, per dirla col gergo degli scrittori (eroine sta qui per protagoniste del racconto che porta il loro nome), sono persone che hanno avuto un peso nella vita dell’autore. La più importante di tutte è la prima delle due “Elvira”, cioè la nonna materna che lo ha iniziato alla vita culturale, visto che “ha saputo aprire la mia fantasia…”. Ed è anche la più cara, come l’autore ci ha detto nella presentazione del libro.
I ritratti sono tanti (forse più di 50, non sono stato a contarli); ma l’arguzia dell’autore, che usa un linguaggio semplice e immediato, non ricorrendo che rarissime volte al dialetto quando le donne descritte si esprimono unicamente con quello, li colorisce, quasi li dipinge con le loro caratteristiche umane come fossero tele. Ma una cosa – a consuntivo – appare chiara anche ad un lettore distratto: Camilleri ci ha raccontato una buona parte della sua vita, attraverso queste piccole “miniature” di donne.
Un libro piacevole, che si fa leggere volentieri. E – come penso sia stata intenzione dell’autore – una galleria di splendidi ritratti femminili. Da leggere, certo non soltanto dalle donne. Molte delle quali – avendolo letto – non ne sono restate entusiaste: non so perché! La cosa più divertente è rileggerne qualche pagina, di tanto in tanto. E’ delizioso…



(Lavinio Ricciardi)






Andrea Camilleri, Donne, Rizzoli, 2014 [ * ]  

Pubblicato il 18/10/2014 alle 7.11 nella rubrica Camilleri, Andrea .

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