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IGNORANTI

  


Qualcuno, con ironia, ha osservato andando via che solo il busto di Napoleone, opera di Antonio Canova del 1803, collocato accanto alla porta, è rimasto tranquillo. I lettori dei circoli delle Biblioteche di Roma, accorsi nello storico salone dell’Accademia di San Luca, dove c’è la Biblioteca Sarti, a pochi metri della Fontana di Trevi, sono stati invece effervescenti, senza un attimo di respiro. Hanno rivolto una raffica di domande a Roberto Ippolito, invitato a parlare del suo libro “Ignoranti”, pubblicato da Chiarelettere, finalista del Premio delle Biblioteche di Roma.
Forti di averlo già letto e in vista del voto che esprimeranno, i circoli hanno sollecitato spiegazioni degli innumerevoli dati di “Ignoranti” che certificano il degrado dell’istruzione e della cultura, hanno invitato ad approfondire le responsabilità delle classe dirigente come i bassi livelli di lettura o le carenze della scuola, hanno chiesto i perché di un disinteresse cresciuto così tanto per il sapere. Ma di fronte a un quadro infintamente cupo, insieme a Sergio Auricchio, editore del mensile “Leggere: tutti” e conduttore della serata, giovedì 17 ottobre 2013, hanno domandato se è possibile immaginare un cambiamento.
Deve vincere lo sconforto? No: nel Salone dell’Accademia si percepiva da un intervento all’altro il desiderio di sperare, un forte desiderio. I circoli dei lettori delle Biblioteche di Roma lo hanno espresso chiaramente. E Ippolito ha fatto presente che “raccontare le cose come stanno significa voler bene a noi stessi, al nostro paese; prendere coscienza della realtà è la premessa per poter reagire”. Insomma “sperare si può, si deve; ognuno può dare il proprio contributo alla formazione dell’opinione pubblica e quindi alle scelte del paese”.
 




(Roberto Ippolito)





Roberto Ippolito, Ignoranti, Chiarelettere, 2013 [ * ] 





vedi quì

 

Pubblicato il 23/10/2013 alle 15.33 nella rubrica Ippolito, Roberto.

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