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SCACCO ALLO ZAR



Lavoro eccellente, per lo stile leggero e conciso, e per l’accuratezza della ricostruzione storica resa possibile, tra l’altro, dall’accesso a documenti di Stato ora non più secretati. 
Apprendo da questa lettura – perché non ne avevo la minima idea in precedenza – che Lenin condusse a Capri (oltre che in Svizzera, e altri paesi) vita lussuosissima, assolutamente inibita anche oggi, a distanza di 100 anni, ai comuni mortali, finanziata però da rapine ed espropri organizzati e attuati dal suo fedele servitore Stalin, e senza rendere mai alcun conto di come venivano da lui spese le somme raccolte per finanziare la rivoluzione.
Esaltava e predicava la rivoluzione tenendo lezioni di economia e scrivendo un giornale col quale incitava i giovani russi a rischiare la “loro” vita per una causa che doveva essere solo “sua”, non ammettendo nel modo più assoluto che vi potesse essere un marxismo non autoritario ed eliminando fisicamente qualsiasi sostenitore di un marxismo democratico. Ne esce un Lenin nuovo ai più, mediocre sul piano teorico, totalmente azzerato sul piano morale, tanto da indurre il lettore a porsi la domanda se non sia da prendere in considerazione la rimozione dell’immeritato obelisco in suo onore nella piazza di Capri, e per associazione, data la grande devozione di Palmiro Togliatti nei confronti di un tale soggetto, anche una nuova denominazione per la via Palmiro Togliatti.
Scacco allo zar è un documento storico da acquistare, tenere in casa e prestare ad amici e parenti. 


(Pietro Benigni)









Gennaro Sangiuliano, Scacco allo zar, Mondadori, 2012 [ * ]

Pubblicato il 9/7/2013 alle 12.16 nella rubrica Sangiuliano, Gennaro.

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