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IL LIBRO DEGLI ELOGI



"Lerner, brillante erudito, ci comunicava la sua passione per la lettura lenta, insegnandoci a indugiare su un testo fino a conoscere a memoria la sua accogliente geografia. Lerner ci ha insegnato a diventare amici dei classici, a sentirli intimi senza lasciarci intimidire". Le parole con cui Alberto Manguel ricorda il suo insegnante di letteratura spagnola al Colegio Nacional di Buenos Aires si adattano perfettamente all'opera divulgativa dello stesso Manguel, che da ragazzo ebbe la fortuna di trascorrere numerose serate leggendo per Borges e col tempo è diventato la perfetta incarnazione dell'uomo borgesiano: risultato dei libri che ha letto, interprete del mondo e delle esperienze di vita come se fossero pagine di un libro, ma soprattutto cultore di un atto privato e solitario, la lettura, che conduce immediatamente al dialogo con altri potenziali lettori attraverso la forma del saggio. Un lettore, dunque. Con una fiducia incrollabile nell'assioma che non esista alcuna possibilità di salvezza al di fuori della pagina scritta. E, fortunatamente per noi, con una capacità, al momento ineguagliata, di restituire in tutte le sue sfumature il piacere della lettura, "un'esperienza equivalente all'illuminazione di cui parlano i sapienti. Un piacere puramente e profondamente intellettuale, un atto di cui le nostre società oggi disprezzano il valore". Non solo, ma è come se ogni opera di Manguel fosse parte di un'unico, immenso viaggio nella letteratura universale, un'esplorazione ironica e ininterrotta in una biblioteca che immaginiamo infinita come le tante inventate da Borges, ovvero come l'universo. Così gli undici saggi che compongono questo "Libro degli elogi" indagano nei concetti di orrore e piacere, nella seducente anima, o personalità, della lingua spagnola ("la giustezza di una parola la interessa meno della sua musicalità"), nella competenza dei veri librai, nella comodità dei libri tascabili, nei libri per bambini che invecchiano fedelmente con noi ("non solo le sovracoperte si strappano, le copertine sbiadiscono, la carta ingiallisce, l'inchiostro scolora: le parole cambiano di senso, i dettagli si moltiplicano, i personaggi si fanno più complessi, l'azione cambia rotta"). Impressiona l'ultimo saggio, dedicato all'Argentina della crisi economica, che ha smesso di credere in sè stessa e in cui è quasi impossibile pronunciare le parole "onesto", "decente", "veritiero" senza un tono di sarcasmo. Sembra l'Italia.


(Valerio Rosa)




Alberto Mahguel, Il libro degli elogi, Archinto, 2009 [ * ]






(apparso sul blog "Diario di un lettore" [ * ])

Pubblicato il 10/4/2010 alle 10.23 nella rubrica Manguel, Alberto.

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