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IL VOLO



Questo libro raccoglie la confessione di un militare della marina argentina coinvolto nelle attività dell' E.S.M.A (la scuola meccanica superiore della marina argentina): Scilingo.  La descrizione storica del periodo, prima, durante e dopo la dittatura è molto efficace. Il ritmo narrativo è incalzante e chiaro. Quello che però mi ha molto colpita è la psicologia del protagonista, che è stato addestrato e motivato dalla propaganda militare, ma le cui convinzioni cominciano a incrinarsi per un "banale incidente". Coinvolto in un Volo (termine convenzionale per indicare la soppressione ciclica dei prigionieri lanciandoli vivi ma drogati, in modo che non se ne rendessero conto, da un aereo nel Rio della Plata), mentre lanciava i prigionieri dall'aereo, era scivolato e, se non fosse stato ripreso all'ultimo momento, avrebbe rischiato di cadere. Questo "incidente" gli aveva lasciato un grosso segno psicologico, ma non tale da spingerlo a confessare. Era stato, invece, il "tradimento" dei  suoi superiori, che attribuivano a eccessi dei sottoposti i delitti che i sopravvissuti denunciavano, a renderlo sempre più consapevole di ciò che aveva compiuto e spingerlo a rivelare cosa era avvenuto. Paradossalmente l'opinione pubblica argentina che non aveva reagito alle prime denunce è stata risvegliata dal suo torpore proprio dalle rivelazioni di Scilingo .

(Daniela Puggioni)


Horacio Verbitsky, "Il volo", Fandango, 2008 [ * ]

vedi quì

Pubblicato il 23/2/2007 alle 10.47 nella rubrica Verbitsky, Horacio.

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