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QUELLO CHE I MURI DICONO
post pubblicato in Cucchiarelli, Carla, il 26 aprile 2019
 

Questa bellissima e preziosa opera avvicina chiunque si muova nella nostra città ad una forma d’arte poco considerata dal gran pubblico.
È una bellissima ricognizione scritta (e corredata da alcune immagini campione) sulla pittura murale romana ed i suoi principali esponenti. E, a mio modo di vedere, rende giustizia rispetto alla scarsa considerazione comune verso questa forma d’arte.
L’autrice introduce brevemente l’argomento, che già la bellissima copertina (con la foto di Lilia Angela Cavallo) presenta a tutti, e passa subito ad elencare, capitolo dopo capitolo, i più significativi esponenti di questa  vera e propria “magia”.
Mi limiterò a poche considerazioni, perché trovo molto difficile poter recensire un’opera tanto vasta e ricca, che fornisce un piccolo catalogo-indice degli artisti con alcuni dei luoghi ove compaiono le loro opere. Purtroppo alcune di esse sono andate perse: una ho fatto in tempo a vederla (“Gaetano”, di Mauro Sgarbi, a via Giolitti 225), e la settimana dopo era stata cancellata. Questo ritratto di un ambulante colpiva chiunque uscisse dal secondo tunnel che porta da via Marsala a via Giolitti: il ritratto di Gaetano era proprio di fronte, uscendo dal tunnel in direzione Giolitti. Ecco gli aspetti più “deteriori” per chi riesce ad apprezzare tale pittura.
L’autrice traccia una immaginaria “situazione” dei dipinti di un buon numero di artisti “da strada”, per così dire; tra i più citati, Maupal, Bol, Keith Haring, Crash Kid, Atoche, Alice, e tanti altri. La bellezza del libro è che – oltre ad essere una vera e propria guida, strada per strada, dell’opera muraria di questi artisti (corredata dalle fotografie delle opere ancora esistenti e significative) – è anche molto ben organizzata. All’inizio di molti capitoli è presente una breve sinossi che elenca autori ed opere, con riferimento ai luoghi dove sono state “viste”. Inoltre, nel capitolo quarto, si dà notizia di fotografie che tramandano le opere anche dopo la loro scomparsa.
Il fatto che molte opere non ci siano più è dovuto ad una serie di fattori. Gli artisti si accaparrano una parete o uno spazio analogo con la complicità degli abitanti di un quartiere ed il silenzio-assenso delle autorità comunali. Le quali però, in alcuni casi, cambiano idea, e pertanto, dopo un certo tempo, l’opera scompare (magari il muro su cui era stata dipinta viene abbattuto). Per fortuna – nel caso di un certo gruppo di autori – è stato creato un museo (si veda il capitolo 13), che conserva alcuni tra i più significativi dipinti (spesso sotto forma di fotografie).
Il libro, come già detto, è utilizzabile anche come guida diretta, per vedere quello che è sopravvissuto alla scarsa durata delle opere. E ne consiglio la lettura a tutti i cultori delle belle arti; la pittura murale non fa eccezione. Va lodata l’iniziativa dell’autrice, che ha reso una testimonianza duratura di questa bellissima forma d’arte, consentendone la fruizione almeno nei limiti della permanenza delle opere. Il libro documenta anche molti tentativi di accaparramento degli spazi ove dipingere da parte dei singoli autori.


(Lavinio Ricciardi)







Carla Cucchiarelli, Quello che i muri dicono, Iacobelli, 2017 [ * ]



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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 26/4/2019 alle 15:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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