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DIARIO DI UN'APPRENDISTA ASTRONAUTA
post pubblicato in Cristoforetti, Samantha, il 3 maggio 2019
 

Un libro meraviglioso: nessun romanzo d’avventure può lontanamente stargli vicino. La sua lettura è stata per me un sogno ad occhi aperti. Sono regredito di settant'anni, quando – per ogni 10 che prendevo a scuola – mio padre mi regalava un libro di Salgari. Con una grandissima differenza: questa è una storia vera. L’interesse per quanto leggevo e la compartecipazione al racconto di Samantha sono stati tali che, arrivato all’ultima pagina, pur sapendo che era finito, ho cercato se per caso ci fossero altre pagine.
Il libro è curato in ogni particolare. Specie nei disegni, che – se il lettore segue quello che sta leggendo – sono indispensabili a comprendere alcuni dettagli essenziali. Il più utile è stato il primo, la rappresentazione della ISS (la stazione spaziale internazionale), ma anche gli altri non sono da meno: molto significativo quello degli astronauti a bordo della loro astronave Soyuz. Non si tratta di fotografie (l’unica è quella di copertina, che merita un discorso a parte), ma disegni dovuti alla matita di Jessica Lagatta, sotto la guida della stessa Samantha. Disegni che arricchiscono molti aspetti toccati nel libro: la questione delle tute, ad esempio. Premetto che, dell’intero libro, mi hanno particolarmente colpito le pagine iniziali (la dedica a lettrici e lettori e l’arrivo a terra nel rientro della Soyuz (cap.1)) e la descrizione del volo di rientro a terra (capp. 40, 41 e 42). Ma farei un gran torto a Samantha se le considerassi le parti più importanti: forse, il motivo delle mie impressioni sta nel coinvolgimento emotivo che la loro lettura ha comportato.
A proposito del primo disegno, quello della ISS, vorrei sottolineare che – da vari resoconti di Samantha per la parte che riguarda la stazione – la ISS è composta da un segmento “internazionale”, dove di solito attraccano le astronavi senza pilota destinate al trasporto merci (tra le altre, la Dragon), e un segmento russo, dove attraccano invece le astronavi Soyuz. Per quanto riguarda l’alloggiamento degli astronauti che raggiungono la ISS, gli europei e gli americani alloggiano nel segmento internazionale, mentre i russi nel segmento russo.  
Andiamo con ordine. Ho detto della cura che l’autrice ha posto nel realizzare il suo libro: una cosa che mi ha colpito subito sono state le citazioni di autori e scrittori poste all’inizio di molti capitoli. Le citazioni sono di pensieri tratti da libri o poesie degli autori citati inerenti a quanto descritto nel capitolo. Ma – a mio avviso – mostrano che poderosa cultura possiede Samantha, che in un punto del suo libro parla dei libri… come dei primi viaggi che ha fatto  (non ricordo esattamente le sue parole, e questa citazione non l’ho contrassegnata per ritrovarla, ma il senso credo fosse proprio questo). Viaggiare con la fantasia: ho adorato i libri anche io fin dall’età di dieci anni.
Samantha ha dedicato l’intera sua vita post-laurea (si è laureata in ingegneria aerospaziale a Monaco di Baviera) all’obiettivo di diventare astronauta. All'inizio ci furono le esperienze di pilota di aerei, iniziate con l’ammissione all’Accademia Aeronautica (prima classificata al concorso), poi con un brevetto conseguito negli Stati Uniti, a seguito del quale è stata assunta in Aeronautica Militare come pilota, e destinata agli AMX. Ma lo scopo primario era di attendere che la sua domanda presso l’ESA fosse accolta. E la risposta (semplicemente “Congratulazioni”) la riempì di gioia!  
Il libro narra, per quasi due terzi, il lungo periodo di addestramento di Samantha, svolto sia in USA, ad Houston, sia in un paese russo noto come Città delle Stelle (traduzione italiana del nome russo), ai quali sono aggiunte alcune località ove temporaneamente Samantha è stata inviata. Il periodo di addestramento è ricchissimo di attività di formazione degli astronauti, descritte in dettaglio da Samantha. Anche se – come tutti i lettori – sono stato ansioso di arrivare alle pagine del lancio e della vita nello spazio, debbo dire che tutta l’attività di addestramento è stata estremamente interessante, e la lettura di queste pagine non mi ha mai deluso. Rientrano, ovviamente, nell’attività di addestramento cose come la centrifuga, molto pubblicizzata dai media già ai tempi delle missioni Apollo; ma anche cose meno appariscenti come le prove delle tute e la descrizione delle stesse. 
La parte più interessante delle simulazioni, sia in Texas che in Russia, riguardava la preparazione alle attività extra-veicolari nello spazio (EVA), realizzate – in entrambe le sedi – in acqua, in enormi piscine dove erano sommersi modelli in scala 1:1 di parti della stazione spaziale internazionale (ISS). L’attività in acqua, era compiuta con la tuta “americana” (EMU) a Houston, e con una di quelle russe (la Orlan) a Mosca e alla Città delle Stelle. È impossibile dare un resoconto di queste attività: per conoscerle in dettaglio, occorre leggere i capitoli dal 7 al 18.
L’addestramento diventa operativo per Samantha quando – assieme ad un collega americano e ad uno russo – diventa riserva di un equipaggio che sta ultimando l’addestramento per un lancio prima del loro.  
Le pagine del lancio, sono ben illustrate dall’immagine dei tre astronauti a bordo della Soyuz (con Samantha sono l’americano Terry Virts e un russo, in un primo tempo Sergej Zäletin, poi sostituito da Anton Škaplerov): già, perché l’equipaggio della Soyuz è composto da tre persone, comandante (in genere, russo), ingegnere di bordo (ruolo di Samantha, europea) e infine un astronauta della NASA (secondo ingegnere). L’istante del lancio conclude il capitolo 27, mentre il capitolo 28 è dedicato alle fasi della partenza e dell’entrata in orbita. I due capitoli citati riguardano lo stesso giorno, ovviamente, ma i luoghi sono Bajkonur, per il cap. 27 e Soyuz TMA-15M per il cap. 28, entrambi il 24 novembre 2014. Samantha ci informa che a bordo è l’unica novellina, mentre Anton e Terry sono già veterani. Il messaggio  finale del capitolo 27, bellissimo, è: “ … l’equipaggio Astrej sta lasciando il pianeta”. Astrej – nome della loro spedizione – era il nominativo radio di Anton.
Le attività a bordo della ISS iniziano dall’attracco (due ore di depressurizzazione, che completano le 7 ore di volo, circa) e proseguono per oltre sei mesi (dal 24 novembre 2014 all’11 giugno 2015). L’attracco, manovra di estrema precisione, poi l’accoglienza dei tre astronauti già a bordo della ISS (due uomini e una donna) che hanno preparato ai nuovi arrivati un pasto caldo, l’inizio della fluttuazione nello spazio e la descrizione dei problemi che crea, sono tutte attività che Samantha descrive in modo letteralmente gioioso, al culmine della sua felicità per aver raggiunto l’obiettivo previsto (astronauta, anzi “apprendista” astronauta, come dice nel titolo). E tutta l’esperienza a bordo dell’ISS è caratterizzata da questa gioia.    
Ho descritto – in modo certo imperfetto e con qualche errore – il nocciolo del libro. Ma, per chiunque sia attratto dal fascino dei voli nello spazio, cominciati con i satelliti e proseguiti con i voli umani, questo libro è semplicemente meraviglioso, a dir poco. La gioia di Samantha è in tutto il libro e traspare dappertutto. E le sue descrizioni sono non solo dettagliate, ma affascinanti per chiunque voglia sapere cosa significhi “astronautica”. Ho evitato troppi particolari, per non togliere ai lettori di questo libro tutto il fascino che ne traspare. Del resto, se si vuole avere un esempio della gioia di Samantha, basta da sola la foto di copertina: Samantha è nella cosiddetta “cupola” (una cabina trasparente da cui si può osservare lo spazio, come si vede tutt’altro che buio). Nel finestrino di sinistra si intravedono i pannelli solari che acquisiscono luce e danno energia). Ma la cosa che più colpisce, dell’immagine, è la gioia degli occhi di Samantha: a mio avviso, anche un immenso dialogo con il lettore. Una cosa che l’immagine rende, ma solo in parte: i contenuti del libro, se letti con attenzione, ne restituiscono sicuramente molto di più!
Che dire di altro a chi legge il libro o vi si accinge? Io ho già voglia di rileggerlo, per le sensazioni che mi ha dato. Devo fare una piccola parentesi sulla mia passione per il volo: nei miei vent’anni (anni ’50) c’era solo il volo nell’atmosfera – l’astronautica era ancora lontana – e pertanto i miei sogni si limitavano agli aeroplani e al loro pilotaggio. Mio padre non voleva che io intraprendessi quella strada, ma la mia passione e il mio interesse continuarono e – complice un corso di cultura aerea del Ministero dell’aeronautica – a diciannove anni volai tre volte sul Macchino (AMB 308) e due su un aliante (il Canguro, della Ambrosini). Nel secondo volo pilotai io l’aereo, dal decollo all’atterraggio.  Nei miei 18-19 anni il sogno di volare era di molti; pilotare aerei per poter volare. Quando il primo uomo mise piede sulla luna (1969, ho un film, ripreso da me di immagini alla TV), io lavoravo già da un anno, al progetto di circuiti per i computer. 
Spero che questo libro abbia il successo che merita. E consiglio di leggerlo a tutti, specie a chi è in giovane età. Al di là di ogni partigianeria, il libro è un grosso stimolo alla realizzazione delle proprie aspirazioni.


(Lavinio Ricciardi)









Samantha Cristoforetti, Diario di un'apprendista astronauta, La Nave di Teseo, 2018 [ * ]



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