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ILLECITO
post pubblicato in Naim, Moses, il 2 agosto 2007
 

Siamo stati indotti a leggere questo libro dalla segnalazione presente in questo articolo.
Questo il commento di Daniela:


L'autore di questo libro è l'ex ministro del commercio del Venezuela e l'ex vice direttore della Banca Mondiale. La sua analisi ha, quindi, come baricentro gli USA e le zone d'interesse economico americano ed inizia dagli anni '90, perché in quegli anni inizia la globalizzazione dell'economia mondiale. Nella sua accurata disanima del problema l'autore evidenzia come le riforme liberiste hanno avuto due fondamentali
conseguenze:
1) Il passaggio del potere dalla politica all'economia di mercato.
2) Avvantaggiare soprattutto i traffici illeciti.
L'autore, però, omette di analizzare come i trafficanti hanno potuto approfittare di questi cambiamenti economici, perché dagli anni '70 il traffico della droga, profondamente cambiato e diventato negli anni successivi il motore dell'economia mondiale, ha ermesso di accumulare progressivamente ingenti capitali e di cominciare, quindi, ad infiltrarsi nel mercato lecito.
Questa è, a mio parere, una lacuna grave, perché fa apparire il successo dei trafficanti irresistibile e assolve gli stati da errori e colpevoli connivenze, che hanno permesso al traffico illecito non solo di accumulare enormi risorse e di rendersi indistinguibile dal lecito ma anche di fare concorrenza sleale, inserendosi perfettamente nell'economia globale e quindi avere un potere in grado di condizionare la politica a livello mondiale. In questa prospettiva, descritta molto accuratamente dall'autore, tutte le riforme per la libera circolazione di denaro e merci appaiono grottesche, perché hanno reso gli stati completamente inermi nei confronti dei traffici illeciti, che ora sono organizzati in una rete flessibile in grado di fronteggiare in tempo reale qualsiasi imprevisto, mentre gli stati impantanati tra burocrazia, leggi, confini e obblighi internazionali sono totalmente impotenti. A rendere ancora più grottesca la situazione, il terrorismo internazionale che non solo usa a suo vantaggio le reti dei traffici illeciti ma in alcuni casi, vedi droga, si finanzia con gli stessi mezzi e usando la medesima rete di intermediari.
L'autore analizza con pignoleria molti aspetti (anche se con la grave lacuna del mercato immobiliare, lievitato in ogni parte del mondo vertiginosamente) ed è spesso ripetitivo e prolisso.
Al termine della lettura una domanda viene spontanea: vale la pena continuare con questo tipo di economia che, non solo è insostenibile per il consumo di risorse, ma ha consegnato il governo globale nelle mani di delinquenti che hanno come unico scopo l'accumulo della propria ricchezza e sono del tutto inconsapevoli o, peggio, incuranti dei conflitti globali che inevitabilmente scoppieranno e che metteranno a rischio la sopravvivenza umana.?

(Daniela Puggioni) 


Moses Naim, Illecito, Mondadori, 2006




vedi quì, quì, quì

 


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 2/8/2007 alle 13:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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