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BRUCIA TROIA
post pubblicato in Veronesi, Sandro, il 11 febbraio 2008

   

La vicenda si svolge nella periferia suburbana di una provincia italiana (a Prato o forse invece in una borgata romana), tra gli anni cinquanta e sessanta e si conclude, con un'apoteosi devastante e surreale, nel 1970, anno che coincide con la fine del boom economico e l'inizio di lotte e rivendicazini in cui i perdenti cercano di dare voce alla loro disperazione.
Il romanzo si sviluppa alternando le vicende degli abitanti di due mondi chiusi e confinanti, diversi ma nello stesso tempo simili.
Da una parte il Cantiere, ghetto degradato tra gli opifici e la ferrovia, animato da disadattati che vivono di espedienti, furti e prostituzione. Dall'altra il brefotrofio dei Cherubini, rifugio salvifico di neonati abbandonati, trovatelli da redimere poi con punizioni corporali e privazioni, dove la figura di padre Spartaco, ex missionario, visionario apocalittico, viene venerata e temuta.
Questi due mondi si intersecano una prima volta con Salvatore, che fuggito dai Cherubini, trova rifugio al Cantiere e viene adottato da Omero, ricettatore quasi cieco, e alla sua morte affidato all'amico Miccina, che vive incendiando fabbriche in fallimento su richiesta dei proprietari che vogliono  intascare il premio dell'assicurazione. Salvatore cresce cercando di emulare le gesta dei suoi protettori, e grazie ai documenti di un morto ammazzato, che viveva nel cantiere solo e disperato, riesce ad assumere il cognome e l'identità del camionista Rolando Morgante.   
Nel frattempo padre Spartaco, sempre più ossessionato dalla costruzione di un grande santuario mariano dove officiare riti sacri quasi pagani di sua invenzione, lascia l'amministrazione e la cura dei trovatelli in gestione alle suore del Buon Cammino, dedicandosi completamente al suo progetto.
Sarà Pampa, ragazzino nato e cresciuto al Cantiere, in una famiglia disgraziata e disgregata, nuovo compagno di Morgante, allievo promettente, sia nel calcio che negli incendi, a oltrepassare di nuovo i confini per vendicare le violenze subite nel lager di padre Spartaco.
Con l'aiuto di una piccola vittima delle suore del Buon Cammino, Pampa provocherà l'incendio del brefotrofio, che distruggerà anche l'impalcatura futurista del santuario insieme alla rispettabilità del convento e all'aureola di santità del missionario.
Con questo romanzo Sandro Veronesi abbandona il mondo borghese di "Caos calmo", nonchè la scrittura colta e interiorizzata, descrivendo con una prosa asciutta e priva di artifici un'umanità ai margini e perdente. Mentre i personaggi del Cantiere riscuotono le simpatie del lettore, gli attori che animano le scene del convento appaiono, a mio avviso, irreali e grotteschi. La figura di padre Spartaco è descritta nella sua ossessiva follia ma non ne conosciamo la storia. Al contrario, i personaggi del Cantiere appaiono veri e credibili, il lettore, pagina dopo pagina, rimane coinvolto nelle loro gesta, ne apprezza l'umanità e ne condivide le scelte, augurandosi un riscatto e un finale positivo, che purtroppo risulterà impossibile.


(Gabriella Buttafoco)



Sandro Veronesi, Brucia Troia, Bompiani, 2007 [ * ]




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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 11/2/2008 alle 14:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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