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IL GUARDIANO DELLA COLLINA DEI CILIEGI
post pubblicato in Faggiani, Franco, il 5 febbraio 2020
 

Un libro delizioso. A chi comincia a leggerlo, sembra che l’autore non sia italiano, tanto il linguaggio trasporta nel paese dove vive il protagonista, il Giappone. L’autore è un giornalista che vive a Milano, e – come reporter – è stato nelle zone più calde del mondo. Il suo primo romanzo, La manutenzione dei sensi, ha ottenuto vari premi, ed ha avuto grande successo di critica e pubblico.
Il libro racconta la storia di un giapponese, Shizo Kanakuri, nato a Tamana, nell’isola più meridionale di quelle che compongono il Giappone, Kyushu. L’autore spiega in una postfazione che Kanakuri è un personaggio realmente esistito, e la storia raccontata nel libro a proposito della sua maratona alle Olimpiadi di Stoccolma è vera. Tutto il resto della storia, però, è frutto di fantasia.
Il libro, che fa parlare in prima persona il protagonista – l’io narrante – racconta proprio la sua storia, che in parte ha dell’incredibile. Kanakuri cresce nel Giappone meridionale, nel culto che all’epoca – siamo alla fine del 1800 – esisteva in tutto il Giappone per l’imperatore di allora, Mutsuhito. E la prima parte del libro è molto ricca di particolari sulla bellezza paesaggistica di quella zona del Giappone, l’isola più meridionale, Kyushu. Il protagonista cresce in un paese – Tamana – in mezzo ai boschi, e li vive per un po’. Poi si trasferisce a Tokyo per studiare, fin quando proprio l’imperatore, lo investe di una missione: rappresentare il Giappone alle Olimpiadi di Stoccolma, dato che lo sapeva essere un ottimo marciatore.
Spedito a Stoccolma per correre la maratona, Shizo si allena sia in patria che anche nella capitale svedese, dove giunge dopo un lungo viaggio, fatto con più mezzi, tra i quali la ferrovia Transiberiana, che lo mette di fronte a mille difficoltà. Nonostante gli allenamenti, quando arriva il giorno della maratona, Shizo corre fin quando gli mancano le forze e si vede sorpassare da vari altri concorrenti. Crolla e – per la vergogna non torna neppure al suo albergo, facendo preoccupare il suo allenatore, Kumo, che – finalmente – dopo alcune peripezie lo ritrova.
La faccio breve: i due, che erano arrivati assieme, partono assieme, ma non per il Giappone. Decidono di arruolarsi nella Legione Straniera, dove arrivano da Marsiglia. Senza lavoro, l’arruolamento e il successivo addestramento in Algeria sono provvidenziali per sostentarsi, anche se i due devono separarsi. Si ritrovano ancora, e – dopo alcune vicissitudini – si ritrovano imbarcati su una nave diretta verso la Corea, quindi vicino alla loro patria. Quando arrivano in Giappone, si dirigono non all’isola da cui provenivano, ma ad Hokkaido, l’isola più settentrionale. E qui – guarda caso – Shizo (che, assieme a Kumo, aveva cambiato nome), ritrova altri boschi. La vita a contatto con la natura, responsabile di tutte le sue vicissitudini, lo riprende, nonostante l’isola raggiunta sia diversa sia da Kyushu che da Honsu, quella dove si trovano Tokyo, Osaka, Kyoto.
Il resto della vita di Shizo ha sempre base nella natura, alla quale torna, dopo che ha preso moglie e ha generato un certo numero di figli, per un lavoro, quello che da il nome al libro: gli viene dato l’incarico di custodire un bosco di ciliegi.
Ho raccontato anche troppo della storia, che ha il pregio di scorrere per il lettore, raccontata con linguaggio piano e fluente dall’autore. A leggere il libro sembra di essere nei posti descritti, dato che il protagonista continua a descrivere la sua adorata natura, nella quale cerca di vivere come all’inizio, prima dell’avventura olimpica, anche se ora è in un’altra isola e ha un lavoro che lo avvicina ancora di più ad essa.
Il libro è molto ricco di dettagli sulla natura e presenta il Giappone come una terra ricchissima di vegetazione e di verde, com’è realmente. A leggerlo, viene voglia di conoscere l’altro libro di Faggiani.
Questo è di lettura piacevole e distensiva: le vicende del protagonista passano in secondo piano rispetto al suo trascorrere in mezzo ai paesaggi ove si svolgono. È realmente consigliabile ad ogni tipo di lettore e nessun lettore può restarne deluso, a mio avviso.


(Lavinio Ricciardi)







Franco Faggiani, Il guardiano della collina dei ciliegi, Fazi, 2019 [ * ]

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 5/2/2020 alle 16:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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