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DAGLI SPAZI SIDERALI
post pubblicato in Mezzone, Beatrice, il 1 aprile 2019

Questa antologia poetica è davvero splendida, per svariati motivi. L’autrice, che insegna Italiano in una scuola primaria, e si è occupata di didattica della lingua con il testo “Esplorare l’italiano”, considera la poesia una ragione di vita. E’ presente con tre opere nella "Enciclopedia di Poesia Contemporanea (vol. V)" del Premio Mario Luzi [ * ]
Queste le premesse, cui si aggiunge l’opera prima "Profilo" (Centro Studi Tindari Patti, 2009). Ma la lettura dell’opera riserva ben altre sorprese.
"Dagli spazi siderali" si avvale dell'autorevole prefazione di Gianni Maritati, che ne loda la franchezza. Ma – a mio avviso – nell’opera c’è davvero molto di più: cercherò di spiegarlo, sperando di riuscirci.
Debbo premettere – come feci già a proposito delle opere poetiche di Luciana Raggi – che non mi occupo particolarmente di poesia, e che è stato solo l’interessamento di Luciana Raggi, che ha voluto – durante un reading poetico in una delle biblioteche romane – che io leggessi due poesie mie, tra le poche a non essere dedicate ai miei amori platonici e intensi, una dedicata a mio padre, l’altra al sogno in quanto tale, a spingermi in questa direzione. Questo ad evitare fraintendimenti.
Il libro di cui sto parlando mi è capitato tra le mani, alla vigilia della sua presentazione, alla quale non ho potuto assistere. Ma, la sera stessa che ho preso il libro, l’ho divorato d’un fiato. E cerco di spiegarne il perché.
Brevemente, lo descrivo al lettore. Con riferimento ai temi e forse alle ispirazioni delle poesie, l’opera è divisa in quattro parti, intitolate rispettivamente: “Aria”, “Acqua”, “Terra” e “Fuoco”. “Aria” contiene 16 liriche, “Acqua” 14, “Terra” 18 e “Fuoco” 22, per un totale di 70. Sono tutte lunghe una pagina, e piuttosto brevi dal punto di vista del numero dei versi. Le liriche sono di comunicazione immediata: ciascun lettore ne avrà subito quest’impressione.
A parte l’immediatezza, per me poco comune nelle opere poetiche in genere che ho lette, le liriche hanno un’altra stupenda caratteristica, che denota la disposizione dell’autrice: sono dirette, vanno subito “al sodo”, se così posso dire. I versi sono soltanto una modalità di espressione, non l’essenziale, anche se da ciascuna lirica traspare il lavoro che l’autrice ha fatto per comporla. L’essenziale è invece l’enorme quantità di contenuto che è in quelle poche parole. E questo vale per ogni lirica. 
Proprio per questa ragione fondamentale, l’essere “poesia diretta, immediatamente percepibile”, le liriche di Beatrice Mezzone si fanno leggere, divorare letteralmente. È lo scopo di questo libro, credo; purtroppo non conosco le altre opere di questa splendida autrice. 
Qua e là compare anche qualche raffinatissimo ermetismo, come la lirica a pag. 17 in cui ciascun verso è fatto solo di una parola. Ve la trascrivo:

Oasi
Rarefatta
I
Zona
Zero:
Orizzonte
Nuvola
Tempo 
Eternità                   

Come evidenziano le iniziali in grassetto di ciascuna parola, leggendole verticalmente si ha la parola “Orizzonte”, ovviamente il titolo della lirica.  Ma provate a leggerla, non solo ad osservarne l’eleganza: e a ciascun lettore comparirà davanti il proprio orizzonte, così magicamente descritto.
Come ho detto prima, non entro nel merito di un giudizio, più o meno critico, perché non mi sento all’altezza di poterlo fare. Ho comunicato qui le impressioni che ho avuto del libro, e in particolare, l’ansia, appena letta e assaporata una lirica, di leggere e scoprire la successiva. Ne segnalo alcune, a mio avviso degne di rilettura ed attenzione: in “Aria”, oltre a ORIZZONTE, Novae, Per aspera ad astra, I gatti lo sanno, Volere volare, Ho visto la fine dell’estate; in “Acqua”, Berliner Angel, Il fiume e il mare, Neve a Roma; in “Terra”, Raccogliendo i figli, Roma, Solitario, Gennaio, Volta pagina, Piccolo fiore; in “Fuoco”, Addio, T’ESSERE, Viva, Nude verità, Il tuo male, Rimpianto. Ma il mio “giudizio” ha il peccato di essere soggettivo, e come tale lo riporto: le liriche sono tutte bellissime e di magica lettura.
Per questi motivi, a mio avviso, "Dagli spazi siderali" merita di essere segnalato alla lettura di tutti, indistintamente.


(Lavinio Ricciardi)








Beatrice Mezzone, Dagli spazi siderali, Edizioni Progetto Cultura, 2018 [ * ]



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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 1/4/2019 alle 12:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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