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STORIE DEL QUADRARO
post pubblicato in Novelli, Chiara, il 9 aprile 2018
 

Ho finito di leggere da poco questo libro, che mi ha fatto tornare all’infanzia. In realtà il libro – che copre un arco di tempo che va dall’aprile 1952 al settembre 1960, mi vede (come età) liceale – universitario. Ma non è questa la ragione del ritorno all’infanzia, si proprio ai 12 – 13 anni.
L’autrice ha scritto quello che per me è un capolavoro, e che racconta storie di un quartiere famoso a Roma, con una fama di quartiere mal abitato, nomea assolutamente immeritata. L’autrice, nella sua prefazione, dice testualmente: “… quel posto ce l’ho nell’anima”, e l’intera opera ne fa fedele testimonianza. Ma… provo ad andare con ordine.
Come ho già detto, parlandone proprio all’autrice, figlia di un mio carissimo collega ed amico, avevo una cugina che viveva con la sua famiglia al Quadraro: era una bellissima donna, cugina prima di mia madre e – proprio nella mia età pre-adolescenziale – ci siamo frequentati. Io e i miei genitori con mio fratello siamo andati a trovarli – abitavano a via dei Quintili – e ricordo perfettamente di non aver trovato grandi differenze tra il Quadraro e il quartiere di piazza Bologna, dove abitavamo all’epoca, tanto che la cosa fu materia di discussione con mia madre, proprio per le chiacchiere che venivano fatte su quel quartiere e che, dopo la visita, avevo trovato ingiuste. 
Quindi, quando ho sentito (o letto su uno dei social che frequento sul web) di questo libro, ho subito avuto voglia di leggerlo. Ed eccomi qui a parlarne, con molto più entusiasmo di quanto pensassi prima della lettura.
La scrittura dell’autrice è fluida, armoniosa, mai pesante. Il  libro – come dice il titolo, un libro di racconti – si legge in fretta e agevolmente. La prosa è fresca, giovanile, immediata, e le storie, che l’autrice dice vere, arricchite solo dalla sua fantasia, sono storie di quartiere con personaggi presi dalla vita quotidiana. Novelli le esplicita con una scrittura semplice ed efficace, si da farne tanti piccoli capolavori. 
Credo davvero che il Quadraro possa essere orgoglioso di aver ispirato le storie raccontate; come ho già detto, leggendole sono tornato ai miei dodici – tredici anni e al quartiere di Piazza Bologna, dove abitavo. E alle storie che tra amici ci raccontavamo allora, e anch’esse vertevano su persone del quartiere, fossero belle ragazze o adulti sui quali si raccontavano imprese più o meno credibili. Purtroppo la mia memoria non mi fa ritornare nessuna di quelle “imprese” alla mente (almeno a livello da poterle raccontare), ma il clima descritto nel libro e relativo al Quadraro posso dire che mi ricorda molto quello che vivevo a quell’epoca nel mio quartiere. Sia al ginnasio, al liceo e all’università sono andato sempre a piedi da casa e quindi alcune cose le vedevo e percepivo (“Basta saper osservare”, dice sempre Novelli nella sua prefazione) nelle mie camminate quotidiane. 
Molte storie hanno per protagonisti ragazzi, che pian piano crescono (il libro, come ho detto, copre un arco di otto anni, anni che Novelli ha ricostruito dai racconti di persone più grandi di lei - in quegli anni lei non era neppure nella mente dei suoi genitori, credo non ancora sposati): una fra tutti, una ragazza di nome Sabina, mi ha colpito più degli altri. E’ presente quasi in ogni storia, e tra i personaggi spicca per la serietà dei suoi pensieri e delle sue azioni, e per la generosità con la quale va incontro agli amici/amiche, aiutandoli a risolvere i loro problemi.
Le storie sono diciotto, per un totale di 207 pagine, più due di prefazione e biografia dell’autrice. Anche in questo Novelli è originale, rispetto a tanti scrittori dei nostri tempi. Dalla scrittura, alla concezione del libro e della sua struttura, fino all’edizione autonoma, Novelli mostra una creatività non comune, che rende il libro ancor più pregiato e valido,
Altro pregio da sottolineare, che mi ha richiesto – curioso come sono – una continua consultazione delle mappe per trovare i luoghi, è che le vie, in ogni storia, sono tutte vie reali del Quadraro. E così chi è pratico di Roma può agevolmente “camminare” per il quartiere leggendo le storie. Questo pregio non è così frequente anche in scrittori di racconti, sia italiani che stranieri (penso a Dickens o a McEwan).
Voglio però ancora sottolineare la freschezza che c’è in tutta l’opera: la lettura agevole e facile è sempre divertente, anche quando si parla di fatti non proprio belli da descrivere. A mio avviso il libro, estremamente consigliabile ad ogni tipo di lettori, è particolarmente indicato per i più giovani, che possono riconoscersi in qualcuno dei personaggi. 



(Lavinio Ricciardi)









Chiara Novelli, Storie del Quadraro, Youcanprint, 2017 [ * ]




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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 9/4/2018 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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