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LE BRACI
post pubblicato in Marai, Sandor, il 19 marzo 2018
 

Le ”braci”, che danno significato alla vita, sono quelle prodotte dalla “passione che un giorno invade il nostro cuore, il nostro animo, il nostro corpo e che qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno fino alla morte.”
La prosa fluida ed elegante di Sàndor Màrai coinvolge il lettore emotivamente, in un racconto povero di avvenimenti, ma interamente svolto in un clima di crescente tensione, in un’atmosfera di attesa e di dolorosa rievocazione del passato. Lo scrittore ripercorre a ritroso la separazione di quarantuno anni tra i due protagonisti, amici dall’infanzia all’età virile. Hanno trascorso l’adolescenza in un collegio militare a Vienna, come gemelli che si completavano a vicenda. Anche se Henrik, estroverso con predisposizione alla vita militare e un profondo senso del proprio ruolo nello stato, proveniva da una ricca famiglia della nobiltà, mentre Konrad, militare per obbligo morale, di temperamento artistico e amante della musica, era figlio di un barone povero. Un oscuro episodio di caccia, il 2 luglio 1891, ha interrotto la loro amicizia, lunga 24 anni, e causato la fuga senza spiegazioni di Konrad. Il romanzo inizia con Henrik, divenuto nel tempo generale, che all’età di 75 anni, nel suo castello ai piedi dei Carpazi, attende il vecchio amico che ha trascorso quarant’anni ai Tropici, il cui arrivo al villaggio gli è stato comunicato da una lettera. Il momento delle spiegazioni, così lungamente atteso da entrambi è arrivato, essi condividono un segreto che brucia come una radiazione maligna ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione. Tra loro, nell’ombra, c’è il fantasma di una donna. Il generale ha invitato Konrad, perché deve porgli alcune domande. Ma la domanda  più importante è: ”Si può e soprattutto si deve restare fedeli alla passione che ci possiede, anche se questo significa distruggere la propria felicità e quella degli altri?” 
Il significato dell’amicizia e il suo tradimento, oltre quelli del destino e della felicità, è il tema fondamentale dell’opera di Màrai. Definisce l’amicizia il più nobile dei sentimenti, con un pizzico di eros che non ha bisogno di corpi e di sesso. E’ uno stato ideale, ma anche una legge inflessibile, la più potente delle leggi, quella su cui si fondarono i sistemi giuridici di grandi civiltà. Il significato profondo dell’amicizia consiste nell’accettazione dell’altro, nel rispetto di un’alleanza tacitamente conclusa, che non ha fine neanche con la morte.
Aleggia nel romanzo la consapevolezza della fine di un mondo, quello dell’Impero Austro–Ungarico, per cui valeva la pena di vivere e di morire, nonché la nostalgia di quel mondo, che rimane vivo, anche se non esiste nella realtà, nel generale e nello stesso Màrai.



(Anna Velia Violati)







Sandor Marai, Le braci, Adelphi, 2008 [ * ]

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 19/3/2018 alle 11:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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