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TRAGICAMENTE ROSSO
post pubblicato in Zanarella, Michela, il 2 marzo 2016
 
 
Violenza sulle donne. E’ stato scritto molto su questo argomento. Moltissimi scrittori contemporanei si sono messi alla prova con saggi, romanzi e racconti, non solo allo scopo di riportare storie e opinioni su un tema al centro delle discussioni, hanno scritto anche e soprattutto per sensibilizzare l’opinione pubblica nella speranza di poter arginare questa triste antica incivile realtà. Ho letto molto, certo non tutto, sull’argomento; spesso mi sono indignata e mi sono lasciata prendere dal tema, ma questo libro di Michela Zanarella “Tragicamente rosso” è veramente l’unico che ha lasciato, e lascerà anche in futuro, un segno su di me. E’ un pugno nello stomaco. Un incontro con un male che vorremmo non fosse umano, vorremmo che fosse d’altri tempi, d’altri luoghi, invece è qui fra noi ed è tragicamente vero e presente. Una forza espressiva che a mio parere è possibile solo nel linguaggio poetico perché oltre a dire accompagna attraverso un coinvolgimento personale ad entrare nelle profondità inconsce per intravedere, immaginare, sentire, partecipare alla rabbia e al dolore della donna violata, a toccarne le cicatrici, a sentire l’odore di lacrime in catene, a udire urla di sensi violati, a vedere il rosso del sangue e della sofferenza…un rosso che emerge fra le ruggini supine della notte. In un silenzio/ che lacera e nasconde / vuoto intorno (pag. 21).
Il libro ha lo stesso titolo della bellissima poesia che apre la raccolta “Tragicamente rosso”, riportata anche nella traduzione che ne è stata fatta in altre quattro lingue (il tema purtroppo non ha una sola nazionalità…e accomuna tutte e tutti). Un’unica strofa di ventidue versi da leggere tutta d’un fiato, per poi fermarsi a riflettere…senza fiato. Solo due verbi al quarto verso (cedo e m’adeguo) fanno pensare ad una poesia scritta in prima persona, in realtà entriamo non solo nella storia di chi scrive, ma attraverso questa, in quella delle numerose donne cadute nel precipizio di un amore tragicamente rosso.
A conclusione del libro c’è un monologo, dallo stesso titolo “Tragicamente rosso”, contro la violenza sulle donne, anch’esso molto avvincente, rappresentato con successo a teatro dall’attrice Chiara Pavoni con la regia di Giuseppe Lorin.
Il libro però non parla solo di questo argomento ma della violenza in varie forme e dell’odio senza misura che l’uomo ha mostrato e mostra verso i suoi simili. Lo si può capire dai titoli delle cinque parti da cui è composto: Rosso donna, Rosso shoah, Rosso mondo, Rosso natura, Rosso guerra. Ognuna contiene sette poesie (sette è un numero primo sicuro, nelle tradizioni mistiche antiche aveva un forte significato simbolico, è il numero buddhista della completezza, sette sono i doni dello Spirito Santo nel Cristianesimosapienzaintellettoconsigliofortezzascienzapietà e timor di Dio, tutti assenti nell’uomo violento).
L’autrice intraprende attraverso la poesia, una disamina feroce e toccante del male e dell’odio nelle varie declinazioni in cui si manifestano. Questa giovane donna si fa testimone della potenza distruttrice della violenza di ieri e di oggi.
Ma…spunta l’alba di un nuovo giorno? Gli ultimi versi dell’ultima poesia del libro rispondono:

E muta e cieca 
rimane l’alba
che ritorna.

La poesia di Michela Zanarella sa toccare corde che arrivano dirette al cuore senza utilizzare mai facili sentimentalismi, senza alchimie, senza schemi antichi. È una poesia che, sia per stile sia per contenuto, ha una forza capace di scatenare scosse emotive in chi la legge, una poesia capace di lasciare un segno indelebile. 



(Luciana Raggi) 







Michela Zanarella, Tragicamente rosso, David and Matthaus, 2015 [ * ]

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 2/3/2016 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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