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FESTA GRANDE ALLA DAHRA
post pubblicato in Sammartano, Amedeo Andrea, il 15 settembre 2015
 

Nell' apprestami alla recensione di questo romanzo, "Festa grande alla Dahra" di Andrea Amedeo Sammartano, mi è capitato ciò che da tempo non mi succedeva più: non ho fatto assolutamente fatica. Quello che voglio dire con questo peambolo è che le impressioni rimaste dopo la lettura, non hanno bisogno di essere elaborate, che so io da una amplificazione o da un ridimensionamento del senso stretto a cui alludono. Esse ti conducono direttamente, senza la necessità di una scelta tra due possibili interpretazioni, entro l'unica direttrice che solca il tracciato del racconto: la insolita metamorfosi che subisce l'identità di Amedeo, italiano nato in Libia nel 1950, in pieno periodo post coloniale. E' talmente chiaro il susseguirsi dei fatti e del sentire del protagonista per quella terra, che la trama, naturalmente, ti porta entro la realtà degli avvenimenti (anche una rivoluzione) e non dove di solito ti porta il cuore: i lacciuoli dei luoghi comuni e del conformismo. Badate bene, in questo testo non è che manchi l'alone romanzato che lo rifinisce e lo fa risplendere di vita propria; anzi, i bagliori creativi, sia stilistici che descrittivi, sanno alternarsi ad una attenta coerenza storica vissuta tormentosamente in prima persona dal protagonista della vicenda. La Libia della quale tanto si è parlato a sproposito, lasciamola raccontare, almeno per ciò che riguarda la sua anima, a chi l' ha vissuta appunto in profondità (in questo caso a un nativo italiano), e non a chi viene commissionato di descrivere lei, i suoi abitanti e i suoi leaders, a seconda delle convenienze contingenti.
Ho letto il racconto "Festa grande alla Dahra", e ho provato un misto tra una soavità crescente che è man mano sfociata in un autentico piacere e il desiderio che anche altri possano godere della sua "normale straordinarietà" che non ha bisogno di stupire e quindi eccedere a tutti i costi. Mi chiedo: "C'è veramente la necessità di oltrepassare sistematicamente quelle linea di frontiera (border line?) che sconfina, per impressionare le immaginazioni più deboli e non, nell'esagerazione se non addirittura nella depravazione di ogni senso pur di avere successo?".
Infine, vorrei solo accennare al fatto che, Sammartano Andrea Amedeo, l'autore di "Festa grande alla Dahra", è stato intercettato e invitato, subito dopo la pubblicazione, da alcune Università Statunitensi (Stone Brook e Hofstra di New York, UCON de Connecticut) interessate a dibattere sul tema, così rilevante in questo caso, del cambio di identità. 



(Franco Scerri)









Amedeo Andrea Sammartano, Festa grande alla Dahra, Ibiskos, 2013 [ * ]

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 15/9/2015 alle 6:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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