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PODEMOS
post pubblicato in Pucciarelli, Matteo, il 19 marzo 2015

  


Un libro saggio, di nome e di fatto. Che racconta un fenomeno politico cui non siamo più abituati da anni, in tutta l’Europa. La nascita di un movimento che diventa in poco più di due anni la prima forza politica spagnola.
Gli autori, che hanno già pubblicato un altro saggio breve su Tsipras e la sua Syriza, hanno tessuto l’intera storia di questo movimento, fin dalle sue origini. Sul sito della casa editrice c’è una recensione editoriale dell’opera, abbastanza esauriente, e il libro può anche essere acquistato direttamente online. C’è in tutto il libro un serio confronto con le posizioni del nostro M5S, che – nella genesi – è stato simile a Podemos, ma solo nella genesi (entrambi nascono da proteste di piazza). Le differenze tra i due stanno proprio nelle differenze tra i leader dei movimenti: Pablo Iglesias per Podemos, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio per M5S. A questo confronto, il libro dedica un’intera sezione dell’ultimo capitolo.
La cosa che invece colpisce in modo concreto è la caratterizzazione di Podemos, che in due anni ha raggiunto un successo elettorale (e si può immaginare di che entità sia anche il consenso) che supera il 27%, facendone ormai il primo gruppo politico spagnolo. E’ un movimento di sinistra, che ben lega con la Syriza greca di Alexis Tsipras. Per continuare il parallelo, non esiste – oltre Tsipras – niente del genere in Europa, e men che mai in Italia (dove ormai di sinistra nemmeno si parla più, se si eccettua il caso del movimento femminile “Se non ora, quando?”, anch’esso non più presente nelle cronache politiche). Si avverte nell’obiettivo primario di Podemos un certo risentimento verso i poteri economico-finanziari: le banche dell’intera Europa si sono preoccupate molto della crescita di questo movimento, che influenza ormai considerevolmente la politica spagnola.
Il libro appare – già nell’indice – molto ben strutturato. Si compone di quattro capitoli, intitolati rispettivamente “Dove nasce la rivolta”, “Il movimento degli indignados”, “La nascita di Podemos” e “Da Gramsci a Laclau, l’altra faccia del populismo”. Conclude l’opera una sorta di appendice, quasi un quinto capitolo, intitolato “Dialogo tra Pablo Iglesias e Alexis Tsipras”, che riporta testualmente un incontro avvenuto in Grecia tra i due leader durante un comizio di Syriza.
Debbo dire che la lettura, per chi – come me – non è proprio un addetto ai lavori, non risulta molto semplice. Ma, appena presa confidenza con la materia, il ragionamento degli autori si segue abbastanza agevolmente. La suddivisione in sezioni (sorta di macro paragrafi) consente poi di leggere il libro a piccole dosi, senza farne una scorpacciata, come inviterebbe la mole complessiva, decisamente contenuta (sotto le 130 pagine).
Molto in sintesi, il libro a me è piaciuto molto. Mi sono fatto una ottima idea di Podemos, e soprattutto del suo leader Pablo Iglesias, che ha una storia molto particolare, difficile da reperire in casa nostra, dove i leader politici non originano certo da studi universitari e militanze specifiche nella conduzione di proteste di piazza, ma casomai tendono ad organizzarle a proprio fine. Chi volesse trovare nel M5S le analogie, si legga in particolare la sezione del quarto capitolo ad esso dedicata. Iglesias non può essere paragonato ai due leader del M5S, se non altro perché ha tutt’altre intenzioni, ben evidenti nel capitolo in cui si confronta con Tsipras. Anche negli intenti etico-filosofici, Podemos si rifà ad alcuni presupposti di Gramsci e Laclau (filosofo argentino scomparso nel 2014).
Infine – come ho già accennato – l’ottima sintesi finale del dialogo Iglesias–Tsipras consente di farsi un’idea dei fini e delle mire dei due leader, e quindi delle direttive di marcia di Podemos e di Syriza.
Memore della storia vissuta, e – in particolare – del modo che c’era in Italia di far politica negli anni ’70, sarei molto felice di veder nascere qualcosa del genere di Podemos in Italia. Ma non credo che sarò accontentato, neppure dalla combattività e dalla capacità di iniziativa che sta dimostrando Maurizio Landini. Il mio scetticismo è di vecchia data e riguarda proprio il fatto che il nostro paese non riesce a motivare nessuna nuova generazione ad un cambiamento che tutte la persone oneste desiderano veder attuato anche in Italia.



(Lavinio Ricciardi)







Matteo Pucciarelli, Giacomo Russo Spena, Podemos, Alegre, 2014 [ * ]



 

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 19/3/2015 alle 11:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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