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NON DIRMI CHE HAI PAURA
post pubblicato in Catozzella, Giuseppe, il 3 dicembre 2014
  

Una storia meravigliosa, che l’autore ha avuto il pregio di raccontare in prima persona, immedesimandosi nella protagonista, e rendendo onore a tutti coloro che a rischio della vita fuggono dal loro paese nel momento in cui le condizioni di vita divengono precarie. Mi ha ricordato Grazie di Riccardo Staglianò, ma – rispetto a quello – il libro di Catozzella ha il vantaggio di essere una testimonianza diretta.
La protagonista è Samia, una ragazzina somala di Mogadiscio con la corsa nel sangue. C’è uno splendido ritratto di lei nella terza di copertina, e in fondo al libro c’è anche una sua foto. Il fatto di avere la corsa nel sangue le fa vincere due gare nel suo paese (gareggia in una città del Nord della Somalia, che a lei sembra un altro paese) e la fa partecipare alle Olimpiadi di Pechino, dove però arriva ultima. Vuole riscattarsi, e partecipare alle Olimpiadi di Londra.
Le condizioni del suo paese ad un tratto peggiorano, e dopo varie peripezie Samia decide di scappare, o – per dirla con le sue parole – intraprendere quello che loro chiamano Il Viaggio, incoraggiata dal successo che, nella stessa fuga, ha avuto la sorella Hodan, la quale, dopo un breve soggiorno a Malta, ha raggiunto la Finlandia. Ma il viaggio appare subito profondamente irreale: e Samia impiegherà cinque mesi per raggiungere Tripoli, passando per Khartum.
Mi fermo nel racconto, per non sciupare nulla della sua bellezza. E non mi è mai capitato di fare esplicitamente i complimenti all’autore per il modo in cui ha raccontato una storia. Sempre nella terza di copertina è detto che l’autore “…per mesi è entrato dentro la vita reale di Samia…”, ma a me – semplice lettore e sempre più coinvolto, come Italiano, nella tragedia dei fuggitivi profughi dall’Africa, e ad essi molto vicino in spirito, e molto ammirato del coraggio con il quale affrontano viaggi a dir poco inverosimili – pare che il libro di Catozzella sia il primo segno con cui un Italiano racconta in modo splendido cosa succede a una profuga somala che vuole lasciare il suo paese, ad una persona che si è formata una sua propria mentalità atletica, e quindi non accetta il ruolo di molte sue concittadine, decidendo di andar via.
Un’ultima cosa: il titolo è una frase che Samia dice ad una sua compatriota, incontrata nel soggiorno a Tripoli, mentre entrambe aspettano di imbarcarsi per l’Europa.
Spero che queste poche righe – non mi sento di sciupare con i commenti la bellezza di questo racconto – stimolino le persone a leggere questo libro, e chiedo ufficialmente alle Biblioteche di Roma di organizzare un incontro con l’autore.



(Lavinio Ricciardi)









Giuseppe Catozzella, Non dirmi che hai paura, Feltrinelli, 2014 [ * ]

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NON DIRMI CHE HAI PAURA
post pubblicato in Catozzella, Giuseppe, il 3 ottobre 2014


Hai appena finito di leggere questo bel romanzo di Giuseppe Catozzella e non puoi smettere di "tifare" con il cuore e la mente per la protagonista, una bambina somala che ha deciso da subito di diventare una grande velocista e di rappresentare il suo Paese alle Olimpiadi. Impresa disperata, perchè Samia ha una struttura fragile, non ha mezzi tecnici, non ha un allenatore e, soprattutto vive in Paese che non vede con favore una ragazza che gareggia in abiti succinti su una pista d'atletica.
Non si tratta di una favola però, Samia é esistita e la sua storia ha commosso - il breve spazio di un mattino - il mondo intero.
Con l'amore e l'appoggio di una famiglia numerosa, aperta e generosa la bambina - a costo di sacrifici immensi e guidata da una volontà d'acciaio che la porta ad immedesimarsi con una eroina dell'intero mondo femminile islamico - raggiunge pian piano dei traguardi sportivi di livello locale e nazionale.
Intorno a Samia si va però diffondendo, a Mogadiscio e non solo, la shari'a imposta dal fanatismo integralista di Al-Shabaab ed il piccolo, semplice mondo della gazzella somala si sgretola rapidamente. Per coltivare il sogno resta solo la fuga e la prima ad abbandonare il Paese é la sorella adorata, aspirante cantante di musica tradizionale invisa agli affiliati di Al Qaeda.
Samia riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino, dove gareggia e pur arrivando ultima raccoglie simpatia a livello planetario. Tornata a casa quella che é ormai una giovane ragazza capisce di non avere nessuna possibilità e allora decide di partire per l'Etiopia dove spera di trovare qualche appoggio e, almeno, degli allenamenti regolari.
Quando capisce che anche quel tentativo é fallito, Samia decide per l'azzardo finale, Il Viaggio, già affrontato con successo dalla sorella e che ha come destinazione finale le coste lampedusane dell'Italia. Attraverso gironi infernali che si chiamano Etiopia, Sudan, Sahara e Libia, Samia invece di correre precipita assieme alla perdita delle speranze ma non del coraggio di giovane guerriera. 
Non é il caso di raccontare la fine di questo bel romanzo che cattura l'attenzione ed il sentire del lettore, che potrà comprendere meglio uno dei tanti drammi che sono ben nascosti dietro il drammatico fenomeno migratorio che ci riguarda tutti.



(Girolamo L'Occaso)



Giuseppe Catozzella, Non dirmi che hai paura, Feltrinelli 2014 [ * ]


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