.
Annunci online

CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
L'ASSEDIO DELLA MECCA
post pubblicato in Trofimov, Yaroslav, il 12 luglio 2014
  

Alì Agca, nel clima arroventato di accuse agli Stati Uniti e all'Occidente di essere dietro l'occupazione della Mecca del 20 novembre 1979, sulla scia di analoghe intimazioni rivolte da Khomeini, nella libertà riacquistata dopo essere evaso dal carcere di massima sicurezza il 24 novembre, in una lettera di alcuni giorni dopo al giornale Milliyet, coinvolse nel complotto Giovanni Paolo II, atteso in Turchia in visita dal 28 al 30 novembre, preannunciandone l'assassinio. E un 20 luglio del 1983 era la data in cui scadeva l'ultimatum per la sua liberazione (cfr. [ * ]).
All'opposto non mancò chi successivamente ai massimi livelli in ambito saudita accusò Mosca di essere dietro la rivolta. Erano gli anni in cui l'Etiopia e lo Yemen del Sud erano marxisti e dal dicembre 1979 le truppe sovietiche entravano in Afghanistan portando una minaccia al Golfo Persico. Ed è da notare la coincidenza che i diplomatici americani prigionieri nell'ambasciata di Teheran venissero liberati il 20 gennaio 1981, alcuni minuti dopo l'insediamento di Ronald Reagan alla presidenza.
Il movimento eversivo di Juhayman aveva forse non casuali analogie con altri movimenti rivoluzionari in Occidente: "stranamente simili agli hippies ocidentali, si facevano crescere barba e capelli, e imbrattavano con inchiostro nero l'effigie del re sulle banconote che passavano tra le loro mani. Considerando illegittimo lo stato saudita, distrussero anche le loro carte d'identità emesse dal governo, che nel regno è obbligatorio portare con sè. [...] Anche se molti adepti avevano una casa propria, Juhayman istituì dei quartieri con le caratteristiche della comune in città come Riyad, Medina e La Mecca". Anche le accuse rivolte al regime saudita, seppure in veste religiosa, avevano qualcosa di familiare nell'attacco alla televisione, al consumismo, all'americanizzazione dei costumi dovuti alla rapidissima crescita economica grazie alle entrate del petrolio. E il principe Fahd non mancò di fare un accostamento con il massacro della Guyana
Così sembra che dall' assedio della Mecca parta il Jihad contemporaneo secondo una linea che porta all'Afghanistan e ad Al Qaeda. Nelle parole di Bin Laden "gli uomini che avevano preso La Mecca erano veri musulmani che erano innocenti di ogni crimine e che erano stati uccisi spietatamente" (cfr. [ * ], pag. 73).



(Carlo Verducci)







Yaroslav Trofimov, L'assedio della Mecca, Newton Compton, 2008 [ * ]


Sfoglia