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L'ENIGMA DEI FRARI
post pubblicato in Capalbo, Caterina, il 8 luglio 2014

   


Un libro originalissimo, particolare, che mi ha tanto colpito, nel mio ruolo di lettore con preferenze noir e di cui non posso, per non togliervi la sorpresa, raccontare più del dovuto. Un thriller ambientato in un futuro prossimo, con lo sfondo di una città da favola, Venezia, e una delle sue più belle chiese, la basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, centro dell’intera vicenda. 
All’inizio non mi aspettavo uno sviluppo della storia così intrigante: man mano che si legge, “L’enigma dei Frari” diventa sempre più avvincente, come un romanzo di uno dei più famosi giallisti (Follett, Christie, Chandler), mantenendo ovviamente le differenze di linguaggio che una vicenda a sfondo artistico conserva rispetto alle trame di questi.
La storia, molto inconsueta, si basa su un fenomeno noto al grande pubblico, e cioè sui sequestri di opere d’arte come bottino di guerra. I vincitori, quando il popolo sottomesso era incapace di reagire, hanno manomesso tesori di arte ricchissimi. Solo in rare occasioni, e per fenomeni quasi casuali, le opere sono tornate al popolo al quale erano state trafugate.
Fin qui la realtà. Ma la fantasia di Caterina Capalbo arriva a concepire altre destinazioni che non sono altrettanto note, ma hanno riscontri reali e quindi i trafugamenti non hanno bisogno di aver luogo in contesti bellici…
Siamo in un’Italia divisa in due parti (oggi si direbbe “macroregioni”), uno stato del Nord (che realizza il sogno della Padania leghista) e uno del Sud, ovviamente dominato da interessi e poteri mafiosi. Lo scenario della storia si sviluppa a partire da tre luoghi: la chiesa dei Frari a Venezia, e il suo parroco don Carlo, costretto a prendere i voti dopo una vicenda che gli aveva spezzato il cuore; un’abbazia del nord Italia, il cui priore, don Saverio, è un altro dei protagonisti; e infine un convento di monache del territorio campano. E anche una villa palladiana che accoglierà un vertice di potenti del malaffare politico. Questi luoghi sono scenario di fatti che costituiranno lo sviluppo dell’intera storia.
I personaggi, positivi e negativi, sono diversi e ben tratteggiati. Non solo i religiosi, operanti nei tre luoghi citati e le figure sbiadite e afflitte del popolo ma anche la gente di potere e i capi mafia. E proprio la figlia di un crudele boss mafioso, Nina, studiosa di arte, viene a contatto con don Carlo nella parte finale della storia, e possiamo considerarla l’eroina del romanzo. Nel suo ruolo di studiosa contribuisce al ritrovamento finale di un grande tesoro individuato nella basilica dei Frari (e da dove, per puro caso e sempre sotto gli occhi di tutti non si è mai mosso!). Intanto oltreoceano si commissionano furti d’arte pari a bottini di guerra, vista l’inerzia e lo svilimento dell’Italia dopo decenni di scelte politiche insensate.
A lettura ultimata mi restano molte curiosità, che certo – a breve termine – costituiranno occasione per una rilettura più attenta. Il libro vale oltre che per l’originalità della storia per tante altre particolarità: l’aver immaginato un’Italia divisa (come in effetti il fenomeno padano-veneto sta producendo); l’aver dedicato l’intero romanzo ad un aspetto – quello del patrimonio artistico italiano – che non pare esser mai stato oggetto di attenzioni narrative e romanzesche; e inoltre una serie di sfumature che si colgono qua e là su come ci si aspetta che sia la vita di un’Italia prossima ventura.
Il libro è già stato presentato nelle biblioteche romane e ne consiglio caldamente a tutti (non solo a coloro che hanno sempre destinato una parte dei propri pensieri alle opere d’arte) la lettura.
Su mio suggerimento, l’autrice, insegnante di storia dell’arte in un prestigioso liceo romano, nella versione e-book ha inserito un’introduzione che spiega le motivazioni narrative e aiuta il lettore a comprendere meglio l’ingranaggio del racconto e le opere d’arte di cui si parla e contiene l’elenco dei personaggi in ordine di apparizione, il che serve a ricordare (e riflettere!).
Vi auguro buona lettura!



(Lavinio Ricciardi)






Caterina Capalbo, L'enigma dei frari, Prospettiva Editrice, 2012 [ * ]


 

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 8/7/2014 alle 10:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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