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ADULTITA'
post pubblicato in Nicoletti, Paola, il 16 maggio 2014
  

Mi piace iniziare a parlare del libro di Paola Nicoletti rispondendo alla domanda che l’autrice si pone nella poesia Occhi rubati:

Dove lo metto tutto questo amore
per quale via saprò farlo passare… (
vv. 15 e 16, pag. 9)

Cara Paola, hai trovato per tutto il tuo amore un posto giusto, dove, finalmente, è visibile a tutti! Questo oggetto di 24 x 17 cm., composto da 76 pagine, è un meraviglioso contenitore che, come una teca di cristallo destinata a molti osservatori, mette in mostra e custodirà per sempre beni preziosi: i tuoi sentimenti e le tue emozioni. In questo libro nel quale ti si legge “come un libro aperto”, si sentono l’entusiasmo e le passioni della giovinezza, stemperate e armonizzate dalla saggezza di una ormai conquistata “Adultità”.
Abbiamo superato l'idea tradizionale di adulto inteso come individuo la cui crescita è già compiuta, eppure non mettiamo abbastanza in evidenza il fatto che si tratta di un'età in evoluzione e cambiamento, dove i sentimenti non sono sopiti ma meno immaginati e più collegati alla realtà, dunque più maturi e più veri; un’età che richiede e consente scelte coraggiose.
L’autrice affermandolo, ce lo ricorda:

buttarsi bendata nel futuro.
Ma l’aria nuova è
sempre più inquietante
spazza il passato come foglie al vento
e rende affascinante il cambiamento.
 (vv. 20-24, pag.15, E poi comunque l’amore se ne va)

fuggo sul ponte
a respirare il vento
forte di libertà
caldo di ribellione…
 (vv. 20-23, pag. 17, Bauli e cappelliere)

D’amore sono intrise tutte le poesie del libro, amore come passione per un uomo e anche amore nel senso più ampio del termine, che comprende l’amore per i figli, i genitori e per tutti gli altri…Probabilmente tutte le poesie sono nate da esperienze vissute, senz’altro quelle dedicate al padre (Gli occhi rubati) e le tre poesie dedicate ai figli (Interludio d’amore a colori, Maturità e C’è troppa gente) sono eccezionali, per vari motivi ma soprattutto perché si sentono chiaramente le esperienze e gli affetti che le hanno ispirate. La prima volta che le ho ascoltate, durante la presentazione del libro al teatro Don Luigi Guanella, l’armonia dei versi e il loro valore sono stati sottolineati e arricchiti dall’emozione che traspariva evidente durante la recitazione da parte dell’autrice, poi una rilettura più attenta ha messo in luce altri pregi e significati più profondi.
Paola Nicoletti, pur non nascondendosi che…questo nostro esistere è…. un’infinita tempesta (v.16, pag. 31, Il messaggio nella bottiglia), nelle sue poesie mette bene in risalto la magia e la bellezza dell’amore. 
Anche di un amore finito sa evidenziare gli aspetti positivi e le potenzialità per una crescita. Parlarne non è male, anzi è importante così come il racconto di una fiaba ha valore pedagogico e psicologico per liberare dall’angoscia un bambino e fargli trovare attraverso il coinvolgimento emotivo un orientamento e una convivenza fra sentimenti ambivalenti come amore e odio, tenerezza e aggressività, coraggio e paura…

l’amore che si scioglie, si esaurisce,
e che racconta
un’altra bella fiaba che finisce
. (vv. 27-29, pag 15, E poi comunque l’amore se ne va)

Dunque l’amore è una fiaba, ma una bella fiaba, comunque vada a finire.
La poesia Ascoltare il rumore dei passi (pag. 29) evoca immagini bellissime di un amore personificato che se ne va; forse fugge, forse trasloca…

cammina stanco verso la sua luna (v. 5)

…si trascina… (v. 9)

ha valigie ormai piene di niente
i ricordi, i respiri, le grida
gli svolazzano dietro nel mondo
come semi di un fiore appassito
come raggi di un sole mai spento. (vv.12-16)

Dunque, nella visione adulta e disincantata, ma positiva, dell’autrice, anche un amore riconosciuto come appassito, lascia semi che potranno far germogliare nuovi fiori e continua a riscaldare e a illuminare anche se non è più visibile agli occhi a causa delle nuvole…
L’amore è sempre presente, volenti o nolenti…


s’infila fra i battiti del cuore
anche con le persiane serrate

Altri bellissimi versi:

un uomo vestito di baci e carezze (v.20, pag. 51, La luce) 

perché attraverso la pelle
passa bene l’amore
(vv. 30-31, pag. 8, Toccami) 

A pag 19 dice che l’amore è, a volte buffo e imbarazzante.
A volte mette in evidenza aspetti tristi…

lo sgomento
di occhi imbrigliati…
(vv. 50-51, pag. 18, Bauli e cappelliere)


Triste vigliacco amore (v. 1, pag. 38, Vigliacco amore)

triste stupido amore
In fuga dal dare
 (vv. 13-14)

Il protagonista della poesia Vigliacco amore, ha in comune con altri uomini che non vogliono crescere, la tendenza a evitare i problemi (Nuvole e tuoni, v.19), per narcisismo ed egoismo.
Dal punto di vista stilistico alcune poesie come Toccami, Noi, L’estate è finita e Lasciarsi lasciando fanno pensare a Prévert, per le tematiche e l’uso ricorrente di anafore che imprimono con forza nella mente del lettore le parole chiave che aprono al senso profondo del testo. In particolare in Noi, il ritmo è incalzante come l’esperienza passionale che viene raccontata.
Le poesie che mi sono piaciute di più, per lo stile e il significato, oltre a quelle “prevertiane” sono: Maturità, Il divano (una pericolosa compagnia…di color rosso furfante!), La notte, Lo specchio, Mi voglio amare, L’eco, La carezza (una dolcissima promessa d’amore e di protezione for ever!).
Una menzione particolare alla poesia Ritmi d’ansia, la mia preferita in assoluto perché la sapiente scelta delle parole e la loro ripetizione crea esattamente il ritmo ansiogeno che è il tema stesso della lirica, che dunque si legge e si sente contemporaneamente, si sperimenta con un coinvolgimento emotivo molto forte.
Giunti alla fine, è d’obbligo spendere qualche parola per la bellissima poesia che chiude la raccolta, Chissà, emblematica se si tiene conto del titolo del libro, che fa riferimento ad una fase della vita in cui si comincia a fare i conti in modo diverso col passar del tempo e, nonostante i dubbi, si cerca di dare giusto valore ai sentimenti, alle emozioni e alle esperienze vissute.

Tante stagioni se ne sono andate… (v. 2, pag. 71) 

immaginavo un mondo
bianco o nero
troppo bambina per le sfumature
(vv. 9-11)

Ancora una volta dell’amore (o non-amore) viene sottolineato che ha creato, nel cammino, meraviglie…e poi…

siamo stati distanti e mai lontani,
per sempre parte della stessa storia (vv. 24-25).

Dopo questa ineluttabile verità, qualche altro verso e poi il finale, aperto.
Aperto ad un ritorno. Chissà…
Ringrazio l’autrice per averci donato queste bellissime poesie e spero, al più presto, di leggere altro… 





(Luciana Raggi)














Paola Nicoletti, Adultità, Nuova Santelli, eBook, 2013 [ * ] 








 










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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 16/5/2014 alle 9:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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