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LE COLPE DEI PADRI
post pubblicato in Perissinotto, Alessandro, il 25 dicembre 2013
  

Un libro che oso definire particolare, nel panorama dei libri recentemente pubblicati. Ma voglio cominciare dalle origini del mio interesse per l’autore.
Come molti lettori dei miei commenti sanno, sono appassionato di libri giallo – neri (non dei thriller, in genere), e – nella collana noir 2013 pubblicata da “La repubblica” – è apparso questa estate un libro di questo autore, Treno 8017.
Il libro mi colpì, sia per l’originalità della storia, sia per il modo in cui era scritto. E anche per quel “quid” che – quando si è appassionati di lettura – determina immediatamente le simpatie per l’autore del libro che si sta leggendo.
Così, quando ho visto in libreria Le colpe dei padri, ho voluto acquistarlo subito, e non me ne sono affatto pentito. Ho ritrovato la scrittura che mi aveva affascinato, e che tuttora difficilmente riesco a definire in cosa abbia realmente fascino. Forse il modo di raccontare la realtà, che ti ci fa entrare dentro come se davvero ci fossi. Forse la veridicità delle storie raccontate.
Il libro racconta la storia di un personaggio, Guido Marchisio, come se a raccontarla fosse uno che lo conosce. E il racconto nasce da due amici che ne parlano in un bar. In una discussione che aveva un tema particolare: la situazione reale, che avrebbe – a parere di uno dei due – richiesto la presenza delle “Brigate Rosse”. Un semplice modo di parlare, comunissimo al giorno d’oggi da parte di chi ha vissuto gli eventi nostrani degli anni ’70.
L’antefatto dura solo un breve capitoletto e introduce il protagonista, che appare nel discorso degli amici. Ma l’autore passa subito a descrivere l’attività di Guido, dirigente di azienda, che dialoga con il suo capo e si trova coinvolto in una fase di ristrutturazione. Questo lo costringe a liquidare il personale che dipende da lui… 
Come al solito, non voglio entrare in particolari e raccontare l’intera vicenda. Molti personaggi la attraversano, a cominciare dalla seconda moglie di Guido (la prima l’ha lasciato) e man mano continuando, sempre più numerosi. Fin quando – a causa di una particolarità del suo volto – in un bar qualcuno lo apostrofa dicendogli “Somigli a …”. Da questo nasce una serie di congetture che alla fine portano Guido ad identificarsi con il suo “gemello”. 
Questa identificazione è rafforzata dal ritrovamento di una coppia di amici, e dal rispolverare la sua infanzia e adolescenza, fino all’università e alla sua passione per la ragazza che ora è la moglie del suo amico ritrovato. Questo nella sua nuova identità…Non racconto oltre: credo di aver già detto abbastanza. Ho confrontato il libro con quello del vincitore del Premio Strega (e anche con quello di un altro concorrente allo stesso premio, Paolo di Paolo). E mi spiace che il premio non sia andato a Perissinotto. Ma si sa come sono le giurie…
Comunque ho trovato questo libro molto interessante e intrigante, sia per la storia che racconta, sia, come già per Treno 8017, per lo stile che Perissinotto ha nello scrivere le sue storie.



(Lavinio Ricciardi)






Alessandro Perissinotto, Le colpe dei padri, Piemme, 2013 [ * ]

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 25/12/2013 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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