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LE DIECI DAME DI PARIGI
post pubblicato in Pizzetti, Gian Luigi, il 20 dicembre 2013

   


Gianluigi Pizzetti si racconta. A modo suo, con le sue mirabolanti eccentricità, il suo humour un po’ civettuolo o falsamente risentito, da Alberico sfrattato del suo oro ma determinato a riprenderselo, con i suoi toni da favola surreale che manda all’aria qualsiasi prolusione accademica sulla reciprocità di eros e thanatos. Un amore per Parigi che sorpassa qualsiasi affezione materna, ogni amante fatale. Desiderio di vita, inciampi di morte (un infartino che poi passa). Di più: un ritornare sui propri passi, “da vecchio”, che è poi un ricominciare da una prospettiva tutta particolare, definitiva: quella cimiteriale. Tra ossimori e gusto per il paradosso: un barocco giocoso, spiazzante e vertiginoso. Tornare a Parigi da una nipote che il gusto per il macabro ce l’ha nel sangue. E lì addentrarsi nella melma, nelle stradine sporche, dove ne senti l’odore, un misto di cucina che sa di altri tempi. Ma c’è anche l’odore delle pelli, degli organi, della folta umanità e animalità fantastica e cadaverica rivissuta nella mente geniale di Pizzetti. Si potrebbe immaginare la Praga dei bassifondi o per antitesi del culto per la mistica e l’astrologia. Ma invece è proprio Parigi, dalla prospettiva onirica e antiquaria di un Gautier, tanto è l’accumulo di preziosissime, antiche reliquie, gli incensi astrali o nauseabondi, la vita raccontata tra metalli, porcellane e baldacchini. C’è forse Proust, frequentato in passato dall’autore. Per chi non lo sapesse Pizzetti è attore e autore di teatro di lunga pratica, e la sua stessa olimpica altezza e l’inconfondibile magrezza si incarnano perfettamente nei soggetti delle storie che racconta. E poi case nei pressi di cimiteri o case-cimitero abitate da anzianissime dame dai potenti segreti, travestiti d’altri tempi. Il tutto avvolto da una beffarda aura aristocratica. C’è tanto spirito qua dentro, e c’è tanta musica nei ritratti sghembi e ritmati di situazioni e persone da palcoscenico felliniano, nelle parole e nei suoni perforanti, nelle caciare, nei ricordi. Leggere per credere!
 


(Pietro Cavara)





Gian Luigi Pizzetti, Le dieci dame di Parigi, I Libri di Emil, 2012 [ * ]





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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 20/12/2013 alle 10:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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