.
Annunci online

CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
SE MI AVESSERO DETTO
post pubblicato in Guardigli, Gianni, il 10 dicembre 2013

 

 
Gruppo di famiglie in un interno

"Se mi avessero detto..." di Gianni Guardigli al teatro Belli di Roma dal 4 al 15 dicembre



 
Commedia al vetriolo di Gianni Guardigli, drammaturgo romagnolo. Autore in proprio di una quindicina di testi (alcuni di essi rappresentati in diversi paesi d’Europa), ma anche adattatore di opere famose (Bernhard, Tabucchi, Gorkij…), qui si lancia in un atto di accusa sarcastico sulle nuove classi sociali nate dall’euforia disastrosa degli ultimi trent’anni, quelli connotati dalla mutazione antropologica pasoliniana, ma forse più semplicemente dalla diffusione elefantiaca del cretinismo omicida di personaggi predisposti a non avere un’anima. Inconsapevoli, anestetizzati, colpevolissimi.
La prima coppia è un modello osceno di piccola borghesia anni duemila. Il figlio è incriminato per aver cosparso di benzina un clochard dopo averlo derubato. La seconda coppia è un non meno ributtante esempio di “ceto medio colto” (per dirla alla Bernhard – autore nelle corde di Guardigli) collocato a sinistra, ma guarda caso con la madre di lei anch’essa sorpresa a rubare! Esempi rispettabili di una mediocrità in grado di produrre mostri. Hanno molto in comune. Anzitutto generano ladri, o copie di loro stessi. Poi girano tra faraglioni che riproducono volti di vip, politici e non, facce morte della loro coscienza ridicola, li sostengono spostandoli tra una scena e l’altra, vi si appoggiano come innervati dal putridume: quell’identità tra rappresentanti e rappresentati per la quale nessuna responsabilità può essere imputata a estranei. Dramma cosmico, è esclusa la tragedia. Civettuoli, sopraffatti dalla noia, da un certo tipo di considerazioni (se in fondo il giovane avesse dato fuoco a un trans invece che a un clochard avrebbe rischiato di prendersi più anni!); omologati allo strapotere dei cellulari che squillano sempre tutti all’unisono, classiche famigliole da spot pubblicitari con i loro detestabili peccatucci che qui divertono (la piccolo borghese fissata nella gigantografia in godimento sadomaso con l’uomo dell’altra, particolare che strizza l’occhio a certe commedie del cinema scollacciato). 
Un curioso mix tra Bernhard nello stile ritmicamente accentuato (come nell’insistenza paranoica attorno alle odiose ciabatte regalate da lui a lei) e la satira di filmetti ripugnanti del tipo Stangata in famiglia. Non sembra esserci pietà per simili protagonisti, e se nella seconda parte della rappresentazione si possono scorgere passi falsi nel segno di una riconciliazione col pubblico in sala (ma in verità c’è ironia anche qui!), si tratta solo di un momento poiché alla fine tutto si riassorbe nel segno del disincanto. Del resto se (con tutta la serietà possibile) “la vita ha un termine”, non ci sarà davvero nulla che potrà salvarli. Bravissimi tutti gli attori. 

 

 
(Pietro Cavara)





vedi quì


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. teatro

permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 10/12/2013 alle 7:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia