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IL SANGUE NON SBAGLIA
post pubblicato in Manganelli, Antonio, il 5 novembre 2013

   


Questo libro, da considerare senz’altro appartenente alla serie dei “gialli – noir”, tanto diffusa, è l’opera unica del capo della Polizia Antonio Manganelli, scomparso recentemente per un brutto male. Proprio la consapevolezza della sua imminente dipartita ha spinto l’autore a rivelarci, in un’appassionata introduzione, l’esigenza di descrivere la sua vita immedesimandosi in un commissario, per farci comprendere cosa sia l’esistenza di un poliziotto. E Manganelli ci dice, sottolineando questo con enfasi, che la vita di un poliziotto è e dev’essere fatta di amore per il suo lavoro.
L’autore è riuscito benissimo nel suo intento, e si è dimostrato di gran lunga più efficace dei migliori scrittori del settore, compreso lo stesso Camilleri con il commissario Montalbano. L’ispettore Galasso, il protagonista della storia, è davvero degno della presentazione che Manganelli ne fa nella quarta di copertina: “L’investigatore è un operaio: si sporca le mani, smonta e rimonta la verità, ne studia i meccanismi, individua l’ingranaggio che non funziona. La sua cassetta contiene tutti gli strumenti di lavoro necessari: il segreto è saper decidere quali usare, quando e in quale ordine”.
Ho ritenuto importante iniziare questa piccola presentazione proprio con le parole dell’autore, perché l’intera storia, che riporta non solo la soluzione di un caso dell’ispettore, ma molti particolari della sua vita di casa e di ufficio, è davvero ispirata da quanto dice il suo autore.
Debbo dire che sono un appassionato del genere. Quindi ho letto il libro abbastanza in fretta, trovando lo stile molto piano, scorrevole e piacevole per il lettore. Ma debbo confermare in pieno quanto ho detto in apertura, cioè la maggior efficacia rispetto agli emuli commissari dei suoi autori concorrenti. Peccato che Manganelli non sia più tra noi: il suo “eroe” lo resterà invece a lungo.
La dote più importante di questo romanzo è la personalità del protagonista, ispettore Galasso. Non solo è poliziotto attento e perspicace, con sue caratteristiche di distrazione degli avversari – appare sempre un po’ indeciso nelle cose che fa, specialmente agli occhi dei suoi collaboratori – e con una dose enorme di umanità che invece lascia abbondantemente trasparire. Basti, uno per tutti, citare l’episodio – circa a metà del libro – della perdita di un amico e collega dell’ispettore e il modo in cui Galasso reagisce, uno stato durato più di tre, quattro giorni che non lo ha lasciato in pace.
Sicuramente mi fermo qui: non senza citare la dedica dell’autore del libro alla figlia Emanuela. I cultori del genere non devono dimenticare quest’opera, purtroppo, per i casi della vita, destinata a restare unica.



(Lavinio Ricciardi)






Antonio Manganelli, Il sangue non sbaglia, Rizzoli, 2013 [ * ]

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 5/11/2013 alle 9:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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