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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
IGNORANTI
post pubblicato in Ippolito, Roberto, il 24 ottobre 2013

Questo libro mi ha letteralmente “shoccato” (il termine non è né corretto né ben scritto, ma spero me lo perdonerete). E ci sono tantissimi motivi, che giustificano questo shock. Non so se sarò capace di scriverne un commento all’altezza: ci provo.
L’autore anticipa il contenuto con delle frasi non sue (gli autori sono citati), che chiama Pretesti e che numera. Una specie di prefazione ante litteram che precede il testo.
Passa poi a classificarci “Tutti bocciati” come risultato di esami di concorso o altre prove di riconoscimento culturale nelle quali i cosiddetti “svarioni” non si contano. Quindi analizza i problemi del nostro paese per categorie: "Scuola e Università", "Società", "Adulti", "Politica". E queste categorie costituiscono le quattro parti in cui il libro è suddiviso.
Per ciascuna parte, l’aspetto maggiormente evidente risulta essere quello economico. In particolare per "Scuola e Università", ove è ovvio che un paese che investe pochissimo per l’istruzione si ritrova con un sistema assolutamente inadeguato e di molto inferiore a quello degli altri paesi. Purtroppo, di questo problema ho sentito parlare fin da quando frequentavo il primo anno di università. E la penna di un autore qualificato come Ippolito non fa che (dopo sessant’anni) rivoltare il coltello nella piaga! E i difetti che la prima parte evidenzia risultano poi maggiormente esaltati dal contenuto di quanto si dice nella seconda parte, che ha a che vedere con le “abitudini” sociali cui ormai si è avvezzi e che nessuno tenta di cambiare o di correggere. 
Nella terza parte, quella dedicata agli “adulti”, Ippolito ci mette a contatto con i problemi che la popolazione Italiana adulta deve fronteggiare – il terzo paragrafo è molto caratteristico dei nostri “mali”, e ci dice dove effettivamente noi siamo davvero carenti, per usare una parola buona. 
Infine nella parte destinata alla “politica” si affrontano due aspetti, il primo dei quali è realmente il più importante, e lo è già nel titolo: “la cultura calpestata dalle istituzioni”.
Ho voluto inquadrare il contenuto del libro per temi. Ma il libro rappresenta – numeri alla mano – una delle più impietose (e corrette, nello stesso tempo) analisi del profondo disagio che si avverte in chi, come me, ha da tempo superato i settanta. Una analisi corredata da numeri e fatti, una analisi per nulla superficiale, molto ben documentata, di tutto ciò che oggi, da noi, viene i g n o r a t o. Sì, perché un tempo la parola “ignorante” risultava anche piuttosto offensiva; oggi, secondo le parole di Ippolito, pare che sia quasi normale che esista tanta ignoranza per tante cose che un paese non dovrebbe ignorare. 
Mi sembra difficile pensare che – arrivata l’Italia a questo punto, di cui il libro di Ippolito è un’ottima fotografia, ben definita e nitida – qualcuno abbia ancora a sperare che le cose si aggiustino. Ippolito stesso, nell’ultimo paragrafo del libro, si preoccupa di suggerire una possibile “scossa”. I numeri che corredano quasi tutti i paragrafi o – addirittura – i commi del libro stesso, tratti da documentazione OCSE o ISTAT o di altre fonti qualificatissime, stanno ad indicare proprio la distanza che separa l’Italia da altri paesi che degli stessi problemi si sono occupati sempre, senza buttarli via dalla finestra, come pare si sia fatto da noi. 
La quantità di informazioni contenute consiglia di avere il libro nella propria biblioteca personale. Ma il contenuto di pensiero consiglia tutti coloro che – come me – sono stati educati al valore delle conoscenze, del sapere in genere, di non tornare su quegli argomenti se non con molto coraggio. Abbiamo davvero – come paese e anche come popolo – mancata una occasione buona per far tornare l’Italia sulla strada su cui si era incamminata nel primo dopoguerra (anni ’40 – ’60). E il libro di Ippolito lo racconta in modo lucido e circostanziato; ma non senza una punta di rammarico. E’ una denuncia e un buon esempio degli obbiettivi che la storia Italiana degli anni ‘70-2000 non è riuscita a realizzare nel settore primario della cultura.
Il valore fondamentale di questo libro è di informare chi non è “addetto ai lavori” di una serie di fatti, di attinenza essenzialmente culturale. Le citazioni dei libri e degli articoli di giornale o di rapporti tecnici dei vari settori sono tantissime (dell’ordine di due – cinque per pagina) e pertanto consente a chiunque voglia proseguire nell’analisi di uno dei tantissimi temi trattati, di partire da un buon inizio. La lettura non è propriamente semplice, nonostante lo stile scorrevole e sintetico che l’autore ha profuso nel testo; risulta però molto interessante, rispetto ad altre opere di contesto culturale. Il testo è stato anche presentato dall’autore a noi dei Circoli di lettura, e l’autore – rivolto essenzialmente a coloro che avevano già letto il libro – ha ricevuto tantissime domande, particolarmente da operatori del settore scolastico. Ci ha inoltre confermato quanto ho detto prima, e cioè di essere partito da una quantità innumerevole di articoli per ciascuno degli argomenti di cui si è occupato.
La sua lettura, ancorché faticosa, è realmente consigliabile.



(Lavinio Ricciardi)







Roberto Ippolito, Ignoranti, Chiarelettere, 2013 [ * ]



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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 24/10/2013 alle 17:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
IGNORANTI
post pubblicato in Ippolito, Roberto, il 23 ottobre 2013

  


Qualcuno, con ironia, ha osservato andando via che solo il busto di Napoleone, opera di Antonio Canova del 1803, collocato accanto alla porta, è rimasto tranquillo. I lettori dei circoli delle Biblioteche di Roma, accorsi nello storico salone dell’Accademia di San Luca, dove c’è la Biblioteca Sarti, a pochi metri della Fontana di Trevi, sono stati invece effervescenti, senza un attimo di respiro. Hanno rivolto una raffica di domande a Roberto Ippolito, invitato a parlare del suo libro “Ignoranti”, pubblicato da Chiarelettere, finalista del Premio delle Biblioteche di Roma.
Forti di averlo già letto e in vista del voto che esprimeranno, i circoli hanno sollecitato spiegazioni degli innumerevoli dati di “Ignoranti” che certificano il degrado dell’istruzione e della cultura, hanno invitato ad approfondire le responsabilità delle classe dirigente come i bassi livelli di lettura o le carenze della scuola, hanno chiesto i perché di un disinteresse cresciuto così tanto per il sapere. Ma di fronte a un quadro infintamente cupo, insieme a Sergio Auricchio, editore del mensile “Leggere: tutti” e conduttore della serata, giovedì 17 ottobre 2013, hanno domandato se è possibile immaginare un cambiamento.
Deve vincere lo sconforto? No: nel Salone dell’Accademia si percepiva da un intervento all’altro il desiderio di sperare, un forte desiderio. I circoli dei lettori delle Biblioteche di Roma lo hanno espresso chiaramente. E Ippolito ha fatto presente che “raccontare le cose come stanno significa voler bene a noi stessi, al nostro paese; prendere coscienza della realtà è la premessa per poter reagire”. Insomma “sperare si può, si deve; ognuno può dare il proprio contributo alla formazione dell’opinione pubblica e quindi alle scelte del paese”.
 




(Roberto Ippolito)





Roberto Ippolito, Ignoranti, Chiarelettere, 2013 [ * ] 





vedi quì

 

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 23/10/2013 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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