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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
ROMANI
post pubblicato in Mellone, Angelo, il 8 ottobre 2013
   

Questo libro, come tutti i saggi, non è di facile lettura; ma chi, appassionato del tema, ha la pazienza di leggerlo tutto, come un romanzo, non si pentirà dell’eventuale fatica fatta. 
Il sottotitolo la dice lunga sulle intenzioni dell’autore, rigorosamente mantenute. Molto del libro, infatti, sta nell’immenso volume di opere (libri, articoli di giornale, testi in rete) citate nella raccolta in fondo al volume sotto la voce “Note”, che occupa 12 pagine abbondanti. 
L’autore ha scritto – a mio avviso – non solo un saggio di costume sui personaggi della Roma odierna, ma anche un discreto saggio linguistico sul dialetto romano attuale. Un saggio linguistico sul modo attuale di parlare a Roma e anche su alcuni neologismi romaneschi, che Mellone adatta alle sue necessità narrative. Il loro uso risulta divertente e movimenta l’esposizione dei vari “tipi” e delle varie caratterizzazioni dei romani attuali. A questo riguardo, indicativa è la lettura dell’indice che già anticipa, con le locuzioni impiegate, le caratterizzazioni stesse, spesso non intuibili anche dalle suddette locuzioni.
Il libro risulta gradevole, superata appunto la fatica di leggerlo, come già anticipato. Gradevole sia per il linguaggio scorrevole, che allevia la lettura di un testo di saggistica, sia perché – dopo la difficoltà iniziale – si viene presi dai discorsi dell’autore in modo abbastanza coinvolgente. Insomma, dopo un po’ che si legge, quanto Mellone racconta diventa accettabile da qualsiasi lettore. Rimane solo un certo grado di noia rispetto ad un romanzo, ovviamente perché un saggio…difficilmente può somigliargli. 
Risulta oltremodo utile al lettore una buona conoscenza del territorio della Capitale (quartieri, rioni, zone famose, ecc.), che gli consentirà di seguire meglio i ragionamenti dell’autore.
Ma certo, al di là del saggio, del linguaggio e di tutte le prerogative di questo libro, Mellone è riuscito a dare anche ai non romani un’idea abbastanza netta di cosa siano gli abitanti di Roma. E lo ha fatto in modo che i romani ne escano come meglio non si poteva: con gusto, e – a volte – brio e verve. Per farlo, Mellone usa dei neologismi a volte molto icastici, come il termine “corteite” (che sta per abitudine ai cortei). O, sempre in tema di caratterizzazione, contrapponendo i cosiddetti Abusivi (termine molto generale per sottolineare una delle sensazioni che affliggono il “romano”) ai Pendolari, coloro che non vivono altro che la sera in città, perché fin dal primo mattino sono in altri posti, per lavoro. 
Non voglio, come al solito, dire molto di più sul libro. Sono comunque dell’idea che – nonostante le difficoltà insite nella struttura saggistica del testo – Romani sia un libro da leggere, almeno per i romani. Magari con una buona dose di pazienza.


(Lavinio Ricciardi)






Alberto Mellone, Romani, Marsilio, 2012 [ * ]

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 8/10/2013 alle 8:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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