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LA VERITA' SUL CASO HARRY QUEBERT
post pubblicato in Dicker, Joel, il 22 settembre 2013
  

Prima della fine ufficiale dell’estate vorrei segnalare questa lettura tipicamente estiva, un lungo giallo il cui autore – un ginevrino non ancora trentenne – viene già celebrato in Francia e non solo come l’autore di un romanzo prodigioso. Al di là degli entusiasmi fuori misura “La verità sul caso Quebert” ha già scalato le classifiche italiane e si è collocato facilmente tra i libri più venduti di questi ultimi mesi (complice l’estate appunto, che avvicina al genere anche lettori altrimenti abituati ad altro). La storia si sviluppa in una piccola cittadina del New Hampshire e racconta della scomparsa di una giovane ragazza – Nola Kellergan - nell’estate del 1975; le indagini, pur condotte con tutti i mezzi a disposizione, non danno alcun risultato. Nelle primavera del 2008 il cadavere della ragazza viene trovato nel giardino della villa di uno scrittore famoso negli USA, Harry Quebert, che all’epoca della scomparsa aveva avuto una relazione, forse platonica forse no, con Nola. In aiuto dello scrittore sotto accusa dopo tanti anni arriva un suo allievo, diventato anche lui scrittore di successo, Marcus Goldman, che diventa il protagonista principale e l’io narrante della storia. Marcus dopo oltre trent’anni deve tirare fuori dai guai il suo maestro di una volta, trovando il bandolo di una matassa che si rivela sempre più complicata. Nel corso del lunghissimo racconto, che ha il merito di mettere a nudo con rara efficacia la vita di una “tranquilla” provincia americana, si affacciano diverse soluzioni del giallo – per la verità tutte credibili e ben articolate – che vengono però smontate un pezzo dopo l’altro, lasciando sempre nel ruolo di principale sospettato il maturo e fascinoso scrittore. La soluzione del micidiale intreccio arriverà comunque e non deluderà il lettore, conquistato, stupito ed anche un po’ tramortito. Se c’è una critica da muovere a questo romanzo è nella sterminata lunghezza; due o trecento pagine potevano esserci risparmiate senza alterarne la validità e l’equilibrio ed evitando al lettore in vacanza di portarsi appresso l’equivalente di un comodino. Ne valeva la pena? Tutto sommato penso di si, perché non tradisce le migliori aspettative di questo genere letterario.



(Girolamo L'Occaso)







Joel Dicker, La verità sul caso Harry Quebert, Bompiani, 2013 [ * ]

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