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LA CONQUISTA DEL SABOTINO
post pubblicato in Cimmino, Marco, il 26 giugno 2013
  

 
Fu come l'ala che non lascia impronte 
il primo grido avea già preso il monte
 
Con questo distico Gabriele D'Annunzio celebrò la conquista del monte Sabotino, durante la Grande Guerra, da parte dell'esercito italiano. Fu il 6 agosto 1916, con un'azione fulminea costruita con meticolosità e tenacia e con l'azione coordinata di esercito, genio, artiglieria e aviazione. Era domenica e alle prime luci del mattino, mentre Gorizia si stava svegliando, le lunghe canne dei pezzi d'artiglieria si misero in posizione di tiro e i fanti, nelle trincee, aspettavano l'ordine di assalto. L'azione fu fulminea. Alle 16,40 il vessillo della brigata "Toscana" sventolava sulla cima del monte, a quota 609 metri.
Gli austriaci avevano trasformato il Sabotino in una vera e propria fortezza. Da più di un anno l'esercito italiano cercava inutilmente di espugnarlo. Dopo ben cinque battaglie combattute con le modalità tipiche della guerra di trincea, il generale Luca Montuori capì che era inutile mantenere le truppe a logorarsi nel fango. Era necessario adottare una tattica diversa: se il Sabotino era una fortezza, come tale andava considerata. Bisognava espugnarla usando le tecniche belliche che si usano per l'assedio di un castello fortificato, con il progressivo avvicinamento alla vetta per linee concentriche e la costruzione di ricoveri per le truppe.
Il racconto dell'assedio e dell'assalto finale ricorda antiche battaglie. Il libro cita il De bello gallico con la conquista di Alesia. A me ha ricordato l'assedio di Amida e le battaglie tra i romani e i parti. Ma l'autore de "La conquista del Sabotino" non è Giulio Cesare e neanche Ammiano Marcellino. Il suo racconto non riesce a dare il senso eroico della battaglia, che resta affidato alla suggestione dei due versi dannunziani.
Fu come l'ala che non lascia impronte / il primo grido avea già preso il monte
Sono versi che non danno conto delle trincee, del fango, la pioggia, i reticolati di filo spinato, ma evocano la velocità, il fulmine, l'azione improvvisa. È la celebrazione di un nuovo modo di combattere. Perché in quell'occasione l'aviazione militare ebbe, per la prima volta, una parte importante nell'azione bellica, sia per opere di rilevamento e ricognizione che per il bombardamento. Possiamo dire che la battaglia del Sabotino segna il punto di partenza di un nuovo modo di fare la guerra.
Resta una domanda. Come può aver pensato il comitato scientifico del premio delle Biblioteche di Roma di inserire un libro facente parte di una "Biblioteca di arte militare" tra i saggi che concorrono al premio? Pensa forse che l'arte militare, e in particolare le operazioni speciali, siano tra gli argomenti di qualche interesse, per i componenti dei Circoli di lettura? Ecco, i criteri in base al quale è stato scelto questo testo invece di un saggio su ambiente, energia, nuove tecnologie, è per me un mistero.



(Rita Cavallari)







Marco Cimmino, La conquista del Sabotino, Libreria Editrice Goriziana, 2012 [ * ]
 

 

 

 

 
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