.
Annunci online

CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
LEGGERE CELINE PENSANDO A BUCK
post pubblicato in Celine, Louis-Ferdinand, il 15 giugno 2013



si era distesa in direzione del ricordo
il muso rivolto al nord da cui veniva
fedele ai suoi boschi alle giovani fughe

allungata dolcemente sui sassi, è morta
oh molto discretamente senza lamenti
una postura assai bella, slanciata, in fuga
però su di un fianco, stremata. Ne ho viste
di agonie ma nessuna così bella, discreta
fedele

(quel che danneggia l’agonia degli uomini
è il palcoscenico



I versi mi sono derivati dalla lettura di un brano dell’opera di Celine Da un castello all’altro e sottolineano, a partire dalla sensibilità e dall’arte di un osservatore privilegiato, la semplicità, la naturalezza, l’autenticità presenti nell’agire animale anche nei momenti più difficili.
Chiunque abbia avuto la fortuna di avere un rapporto vero, direi paritario, con un animale domestico o selvatico sa quanto gli umani abbiano da imparare in questo senso da loro. Noi così condizionati dall’immagine, dalla vetrina, oggi ancora più che per il passato…
La vitalità, la trasparenza delle reazioni di un animale, pur domestico, non di rado aiuta chi vi si relaziona con qualche purezza di cuore a capire qualcosa in più anche di sé. E lo riconcilia con la parte più profonda del suo essere vivente, in una sorta di "etica animale" che accomuna uomini e animali delle più varie specie, ognuno a suo modo in relazione con gli altri.
Eppure gli umani molto spesso non ripagano gli animali della stessa moneta. Ovvero la moneta con cui hanno saputo pagare finora ha un valore che per la natura è spesso un disvalore.
Non sono riuscita a leggere un libro di Tiziano Terzani che mi è stato regalato perché, aprendolo come sempre in un punto qualsiasi per un assaggio, son capitata sulla descrizione di un pranzo in un ristorante orientale: al centro della sala da pranzo è posizionata una gabbia che racchiude gli animali a disposizione dei commensali (anche nei nostri ristoranti talora si possono scegliere, tanto per fare un esempio, i pesci dentro un acquario), uno sceglie di farsi cucinare i palmi delle mani di una scimmia, mangia la sua gustosa bistecca, la scimmia continua ad essere lì nella gabbia e urla tutte le volte che qualcuno si avvicina…In larghe zone del mondo abitato dagli umani anche i cani sono inclusi nel menù.
Sì, uno dei nodi culturali che sento in modo maggiormente critico è quello del cibo animale, del cibo cioè che per essere mangiato richiede morte o sofferenza di animali. E un allevamento industriale dimostra oggi come l'impulso economicista alla base del capitalismo porti nel tempo ad erodere le basi morali della società. Becchi mozzati, code strappate, impianti in cui si macellano 400 vitelli all’ora...Le condizioni imposte dagli allevamenti industriali vanno messe in discussione, in nome di quell' etica "naturale" che per millenni ha orientato la vita dei giusti sulla terra. A partire dalla convinzione che il discrimine tra umano e inumano sia la sensibilità verso chi è inerme e "senza voce".
Quasi nessuna voce hanno ancora anche nel nostro mondo culturale gli animali da lavoro che invecchiano. Perché meravigliarsene in un mondo nel quale non si riescono a tutelare nemmeno gli uomini e le donne che invecchiano dopo una vita di lavoro?
Infatti non ci meravigliammo quando lo trovammo nel bosco, con il collare a strangolo, denutrito da far paura, con due zampe fratturate e gli occhi di una tristezza senza speranza, il segugio di pelo riccio. E' invecchiato con noi. E' un bel cane zoppo che talvolta sembra sorrida.
Non so se sia per questo, più probabilmente qualcosa nel linguaggio usato mi ha toccato, ma non mi è riuscito di leggere e passar oltre. Dunque leggete per favore anche voi quel che scrivono Isabella e Mizzy di Buck (quì), ribattezzato sir Duke (anche solo per apprezzarne l'appassionata partecipazione). Perché, se per i grandi problemi quel che ognuno di noi può fare non è molto, la soluzione di qualche situazione problematica individuale potrebbe essere alla nostra portata.




 
1) Louis-Ferdinand Céline è lo pseudonimo (Céline era il nome della nonna materna) dello scrittore francese Louis Ferdinand August Destouches, conosciuto soprattutto per l'opera Viaggio al termine della notte.
2) E' quanto ho dedotto dalla lettura di Il dilemma dell'onnivoro di Michael Pollan, il quale offre una terza possibilità al dilemma che invita a rifiutare la carne o a far finta di non vedere il macello: che le mura dell’industria della carne diventino trasparenti, in modo reale (grandi pannelli di vetro a contenere i macelli) e anche metaforico. La sfida per chi voglia mangiar carne sarebbe allora esser capaci di di uccidere in modo più veloce e meno doloroso di quanto potrebbe avvenire in natura.
3) Lo fa in modo molto efficace Jonathan Safran Foer in Se niente importa perché mangiamo gli animali?, Parma, Guanda 2010

 
(Marcella Corsi)
.
vedi quì


   


 
Louis-Ferdinand Celine, Da un castello all'altro, Einaudi, 2008 [ * ]
Sfoglia