.
Annunci online

CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
ARACOELI
post pubblicato in Morante, Elsa, il 10 gennaio 2013

  

Ho accolto molto volentieri la proposta di rileggere, nel centenario della nascita della Morante, una sua opera, e altrettanto volentieri ne scrivo una recensione per il nostro sito. Avevo letto, molti anni fa, alcuni dei testi classici della Morante (“L’isola di Arturo”, “Menzogna e sortilegio”, “La Storia”), e per questo ho scelto l’ultimo suo romanzo, Aracoeli.
In realtà, non conoscevo nulla di questo libro, che mi ha piacevolmente colpito. Come tutte le opere della Morante, non risulta di lettura facile, specie all’inizio. Poi, una volta entrati nella storia, il libro scorre, e invita a leggerlo, anziché allontanare, nonostante lo stile, forse abbastanza lontano da quello degli scrittori attuali.
La storia è quella del rapporto tra madre e figlio, vissuta attraverso l’io narrante del figlio, che va a caccia delle origini della propria madre, ricordandone la nascita spagnola, e ricercando, appunto in un viaggio in Spagna, le origini. Ma tutto si svolge nella memoria di questo figlio che narra la vita di sua madre per quello che poteva conoscere attraverso la loro comune esistenza. Il rapporto madre figlio è reso ancor più stretto dall’assenza del padre, ufficiale di Marina quasi sempre imbarcato, che passa pochissimo tempo a casa.
La formazione del figlio è quindi quasi del tutto opera della madre, la quale non nasconde mai le sue origini andaluse, apostrofando spesso il figlio con espressioni spagnole, che – crescendo – il figlio continua a ricordare, anzi che spesso sono proprio i pensieri che evocano il ricordo della madre.
Come sempre, interrompo la narrazione della storia, per parlare invece dell’autrice. La capacità narrativa della Morante eccelle in questo romanzo, il suo “canto del cigno”. E’ davvero fertile la fantasia di questa meravigliosa autrice italiana, che penso ogni altra nazione dove le sue opere sono state diffuse ci invidia. È indiscutibile come un romanzo di oltre quarant’anni fa si possa leggere oggi come se fosse contemporaneo, fatta eccezione per i tempi che descrive, ovviamente più antichi. Ancora, nelle parole del protagonista, uomo, non si avverte di certo la natura dell’autrice, che – donna – avrebbe dovuto tradire la sua natura qua e là nel racconto. Invece, la Morante, abilissima, trasferisce questa natura nella figura femminile del romanzo, che dà il nome all’opera (si chiamava Aracoeli, la madre del protagonista). E il romanzo, attraverso questa ricerca dell’infanzia e delle origini della figura materna, si snoda piacevole e ricchissimo di immagini, com’è proprio delle migliori opere di Elsa.
Sono rimasto incantato a leggere questo libro, e credo che ciascun lettore, non importa quale esperienza abbia, lo rimanga sicuramente anche lui.



(Lavinio Ricciardi)








Elsa Morante, Aracoeli, Einaudi, 2005 [ * ]
 
 







 
 
alcuni saggi in rete su Aracoeli: [ * ] [ * ] [ * ] [ * ] [ * ] [ * ], quì per il convegno "Elsa Morante e il '900" e un'intervista a Graziella Bernabò autrice di una biografia della Morante "La fiaba estrema"


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. letteratura italiana

permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 10/1/2013 alle 9:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia