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VERDI DELIZIE
post pubblicato in Campitelli, Alberta, il 8 gennaio 2013


Gli intenti. le motivazioni e l'oggetto di studio di questo prestigioso volume di vasto formato dedicato alle ville storiche di proprietà del comune di Roma, impreziosito da un ricco apparato fotografico e di piante topografiche, sono esplicitati dalla limpida introduzione di Alberta Campitelli, responsabile del Servizio Ville e Parchi storici capitolino. che traccia con grande competenza le linee storiche di sviluppo del patrimonio verde della città, non sempre apprezzato e rispettato da chi dovrebbe esserne accorto fruitore.
L’opera infatti descrive i complessi delle quarantuno ville storiche romane, realizzate in un arco temporale che va dal XV secolo alla metà del ‘900, di pertinenza del Comune di Roma, dislocate sia all’interno delle Mura Aureliane che lungo le vie consolari, la cui superficie complessiva assomma a quasi mille ettari, e liberamente aperte al pubblico.
Per limitarsi alle ville dell’asse Nomentano-Tiburtino, alle pagine 163-165 si segnala una sezione, ad opera di Alessandro Cremona, riservata a Villa Leopardi Dittajuti, che ospita attualmente la Biblioteca Comunale Villa Leopardi, presso la quale si riunisce periodicamente il Circolo di Ecocritica  di cui faccio parte. La scheda relativa a Villa Leopardi è precedente al restauro di recente effettuato e ne delinea la storia a partire dal 1886, data a partire dalla quale è attestata la proprietà di quest’area, che era essenzialmente una vigna come altri parchi pubblici e privati che si distendono oggi lungo la via Nomentana, alla famiglia Leopardi Dittajuti. Questa “vigna nomentana” perse progressivamente la sua vocazione agricola per divenire un’area verde residenziale. Il giardino si arricchì di edifici, ed in particolare del villino, i cui lavori di edificazione iniziarono nel 1905. Attorno al villino esisteva, esempio abbastanza raro nel panorama romano, un piccolo giardino in stile gardenesque, ovvero all’inglese, attualmente scomparso per l’ampliamento della via Nomentana. Permane, invece, “il parco, che si estende degradando sul retro del villino” e che “presentava un aspetto boscoso, dove prevalevano conifere e lecci, con inserimenti di palme, penetrato da sentieri curvilinei delimitati da lussureggianti bordure di iris selvatici.” Dopo  l’esproprio del complesso nel 1975 da parte del Comune di Roma “il parco, depauperato nella vegetazione e nel disegno giardinistico, è stato oggetto agli inizi degli anni ’90 di un intervento di riarredo” che, però, non gli ha restituito il suo aspetto storico. Opportuno, quindi, il restauro da poco ultimato.
Interessanti, sempre nella sezione dedicata alle ville storiche dell’asse Nomentano-Tiburtino, oltre ovviamente all’ampia ed accurata descrizione di villa Torlonia (pp.133-157), a cura di Annapaola Agati e Maria Grazia Massafra, la scheda riservata a villa Alberoni-Paganini (pp.159-162), redatta da Annapaola Agati, che ricostruisce, arricchendola di nuovi dati, la vicenda dei passaggi di proprietà e le trasformazioni di quest’area verde acquisita nel 1934 dal Comune di Roma e destinata ad uso pubblico.
Nell’area Flaminia-Salaria, tra le ville di pertinenza del II Municipio, Sandro Santolini ripercorre l’iter complesso di Villa Ada–Savoia (pp.107-116), mentre Bianca Maria Santese (pp.120-121) ricostruisce le trasformazioni del Parco Nemorense o Virgiliano “realizzato nel 1930, su un’area verde di circa quattro ettari, compresa nella distrutta Villa Lancellotti, una delle tante Ville suburbane sacrificate alla febbre edilizia di Roma Capitale” ed oggi “parco “di quartiere” molto frequentato da piccoli e anziani”.
Il volume nel suo insieme motiva quanto affermato nella presentazione dall’allora sindaco Walter Veltroni che “Roma dispone di un patrimonio di verde storico che non ha eguali nelle grandi città” (p.6). E’ quindi utile conoscere meglio tale inestimabile ricchezza della capitale, anche al fine di fare apprezzare di più queste oasi  ed “indurre al rispetto di questo patrimonio troppo spesso oggetto di vandalismi gratuiti […] che è possibile prevenire solo con un maggior coinvolgimento e consapevolezza dei cittadini nei confronti di questi beni che appartengono a tutti e fanno parte della nostra storia”(p.7) come afferma nella sua presentazione Gianni Borgna, assessore nel 2005 alle Politiche Culturali del Comune di Roma.




(Adriana de Nichilo)








Alberta Campitelli, Verdi delizie, De Luca, 2012 [ * ] 

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 8/1/2013 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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