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L'UOMO CHE NON CONTAVA I GIORNI
post pubblicato in Cavanna, Alberto, il 13 luglio 2012

 


Una storia molto bella, scritta da una persona che non indulge a finzioni letterarie. E’ una vicenda di mare, e nello stesso tempo di immigrati. Ma – al termine della lettura – si ha netta la visione di una storia decisamente originale, sia nella trama che nello svolgimento temporale.
E’ la storia di un immigrato, Mohamed, e di un vecchio marinaio ligure di un paesino della Liguria occidentale. Il vecchio incontra il giovane Mohamed dopo averlo trovato a dormire davanti al suo magazzino, magazzino in cui sta costruendo una barca.  E lo prega di farlo passare, poi lo porta dentro il magazzino e gli chiede di aiutarlo a costruire la sua barca. Nel fare questo, appena Mohamed acconsente, si intende che il vecchio lo vuole per amico. Questo fatto nasce spontaneamente, nel rapporto che si crea.
E la storia si sviluppa pian piano. Non è solo la storia del vecchio, ma anche quella di Mohamed a venire in evidenza. Così, il giovane, fuggito dal suo paese – la Tunisia – per cercarsi da vivere e non gravare sulla sua famiglia di origine, giunge in Italia clandestinamente e si trova a disagio. L’incontro col vecchio, assolutamente casuale, gli appare come un insperato colpo di fortuna. Il vecchio marinaio sfrutta le conoscenze del giovane tunisino, che aveva aiutato il padre a costruire una barca, che poi gli era stata sequestrata per motivi economici.
Così – sempre piano piano (il titolo rispecchia il fatto che la storia appare sempre senza tempo, definita soltanto dall’andamento dei fatti) – Mohamed entra ogni giorno di più nelle grazie del vecchio marinaio, che gli riconosce una notevole capacità operativa nel lavoro per il quale ha chiesto aiuto. E in cambio dell’aiuto, il vecchio lascia Mohamed a dormire nel magazzino, realizzando anche il fatto che la barca risulta sorvegliata durante la notte e risolvendo così il problema dell’alloggio per Mohamed, oltre a nutrirlo quotidianamente.
Mohamed diventa sempre più amico del vecchio, e il lavoro della barca procede a gonfie vele, fino a pochi giorni dal termine, quando un vigile urbano notifica al vecchio un esposto presentato contro di lui dai cittadini che vivono intorno al magazzino e che protestano per due ragioni: il rumore prodotto dalla costruzione della barca e il fatto che il vecchio sta sfruttando un cittadino straniero rifugiato clandestinamente in Italia, che quindi dovrebbe essere sistemato in un centro di accoglienza e non ospitato dal vecchio. Questo esposto impone un breve termine alla costruzione della barca, cosicché il lavoro viene accelerato. Per ottemperare al dovere di ospite, che il vecchio aveva improvvisato nei confronti di Mohamed, dalla sera dell’arrivo dei vigili il vecchio porta a casa sua Mohamed al termine della giornata.
L’esposto produce un cambio di programma nei piani del vecchio marinaio, che aveva deciso – e coinvolto anche Mohamed – di costruire una nuova barca, i cui materiali dovevano essere ricavati dalla vendita della barca in costruzione. Ora, cambiato l’obiettivo del vecchio, egli stabilisce di mettere la barca in acqua ed emigrare assieme a Mohamed verso la Tunisia, dopo che il giovane ha raccontato nel corso del lavoro della barca, tutta la sua storia al vecchio marinaio.
Così… ma non mi pare di dover descrivere tutto il libro, e come mio costume, non sciupo al lettore la sorpresa di un finale bellissimo, anche se un po’ triste, ma realmente commovente. E’ un libro stupendo, e la storia che racconta può esser presa ad esempio di quello che può accadere realmente a un rifugiato, del tipo che oggi siamo abituati a sentirci raccontare dalla cronaca. Qualcosa che può ridare a chi fugge dal suo paese in cerca di una vita migliore, e all’inizio ha ben poche speranze, la fiducia in una vita nuova, che può tornare a convincere chi la conquista che non occorre essere in altri luoghi.
Un libro veramente bello, che si legge in pochissimo tempo, grazie alla scrittura di Cavanna, che giudico “ridotta all’essenziale”.

 

 

 
(Lavinio Ricciardi)

 

 

 

 

 

 

 
Alberto Cavanna, L'uomo che non contava i giorni, Mondadori, 2012 [ * ]







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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 13/7/2012 alle 10:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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