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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
LA TRAPPOLA
post pubblicato in Soh-Moubé, Clariste, il 6 giugno 2012

Coppia in fuga dall’Africa verso l’Europa con il sogno di una vita migliore, questo spinge Clariste Soh-Moube e Dag Yimer a lasciare il continente nero e attraverso un viaggio lungo e periglioso raggiungere l’Occidente. Le loro storie raccontate rispettivamente in un libro, La Trappola pubblicato da Infinito Edizioni, e in un film, Come un uomo sulla terra, saranno presentate giovedì 17 maggio alle 18.30 alla biblioteca di Villa Leopardi nell’ambito del ciclo di incontri dedicati ai migranti forzati: i rifugiati.
Le due storie hanno avuto epiloghi diversi: Clariste, giovane calciatrice del Cameroun, dopo otto anni lungo un percorso faticoso e difficile, che avrebbe dovuto portarla a Mbeng, come i giovani africani chiamano l’Europa, attraverso diversi stati del continente africano, capisce che la sua vita deve compiersi in Africa senza miti e false illusioni su un futuro roseo in Occidente. Dag invece partito dall’Etiopia approda dopo infinite prove sulle coste italiane e raggiunge Roma dove diventa “filmmaker per caso”.
Ci sarà solo Dag a Villa Leopardi perché Clariste Soh-Moube a causa di un recente colpo di stato non è riuscita a lasciare il Mali, dove risiede e lavora al servizio dell’Africa. A Clariste Dag dedica queste parole “Cara sorella e compagna di viaggio, chiunque leggerà questo tuo libro ricordi che dietro ciascuna persona che viene pestata, ammazzata, annegata in mare o umiliata, stuprata, c’è almeno una madre che la pensa, che l’aspetta. Attraverso il tuo racconto ho intravisto le donne e le ragazze che hanno viaggiato con me. Donne con nomi e cognomi, che hanno lasciato dietro madri, padri, fratelli, figli, prima che questo viaggio le spogliasse di tutto”. 
E sull’inganno che acceca tanti giovani africani che sognano una vita migliore al di là del mare si sofferma Giulio Cederna nella prefazione del libro “La trappola”: “La testimonianza di Clariste ci interroga. Ha il merito di illuminare dall’interno la Trappola: il paradosso di un mondo che ha globalizzato i bisogni e geo-referenziato i diritti, promesso lo scambio universale dei sogni e delle merci, e costruito muri altissimi per arginare la libera circolazione degli esseri umani”.
Il desiderio di svelare l’inganno nel quale cadono tanti giovani africani con il mito dell’Europa ha spinto Dag a fare del suo viaggio un film realizzato con Andrea Segre, una produzione Asinitas in collaborazione con ZaLab. Un racconto che ha anche altri destinatari: l’Italia e l’Europa che sul destino dei migranti hanno responsabilità che vanno esplicitate.




(Irene Ricciardelli)







Clariste Soh-Moubè, La trappola, Infinto, 2012 [ * ]




(apparso su Più Culture del 15 maggio)




vedi quì

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 6/6/2012 alle 16:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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