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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
NON VI LASCERO' ORFANI
post pubblicato in Bignardi, Daria, il 17 giugno 2012

 

E’ una vera e propria autobiografia dell’autrice, attraverso la descrizione della sua famiglia e – in particolare – di un evento luttuoso: la perdita della madre. 
Come nel secondo libro della Bignardi, anche qui si coglie lo stile essenziale della sua scrittura, privo di fronzoli e abbellimenti letterari.
E’ un libro vario, a tratti divertente, a tratti riflessivo e pieno di pensieri. Per chi conosce il lavoro televisivo della Bignardi, direi un libro ricco di immagini – come per solito lei fa nel suo lavoro, appunto. Ne è venuto fuori un ritratto tipico della società emiliana, centrato su alcuni aspetti della vita all’aperto, in campagna. Un libro in cui pare di “essere in famiglia”: è il clima che l’autrice voleva rendere, probabilmente. E c’è riuscita benissimo. Ma – ancor di più – è riuscita benissimo ad essere quella che tutti i suoi ammiratori conoscono, a tracciare, attraverso la sua storia vera, il suo ritratto scritto, diverso da quello che ne abbiamo dalla televisione, ma non per questo meno fedele.
Un libro che è difficile recensire, come invece si riesce a fare con l’altro scritto, il secondo libro – penso, per quanto ne so. Difficile proprio per questo bellissimo clima di “essere in famiglia”, dove ognuno di noi, anche se la sua vita non somiglia affatto a quella di Daria, si ritrova nella sua famiglia perché ci trova un poco della propria.
Il libro è pieno di storie divertenti in sè, ma anche per come sono descritte. Ed è bellissima la dedica finale alla sorella Donatella, dove le storie…continuano ancor più esilaranti. Ma forse, usare aggettivi per descrivere la bellezza delle semplici descrizioni è riduttivo e anche un po’ offensivo. Occorre leggerlo, per apprezzare l’amore di figlia che Daria mostra per la mamma, quando racconta cose che forse la mamma – in vita – non avrebbe immaginato potessero essere scritte. 
Non mi dilungo oltre. Credo che chiunque ami la famiglia questo libro debba leggerlo.

 

 

 

 
(Lavinio Ricciardi)

 

 

 

 

 

 

 
Daria Bignardi, Non vi lascerò orfani, Mondadori, 2010 [ * ]

 

 

 

 

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 17/6/2012 alle 8:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
UN KARMA PESANTE
post pubblicato in Bignardi, Daria, il 28 maggio 2012

Un libro subito affascinante. Intrigante, coinvolgente, auto-proiettante: sembra che l’autrice abbia tenuto conto di tutti i possibili lettori che il libro avrà, e continuerà ad avere.
Non riesco a trovare le parole più consone alle emozioni e alle sensazioni che ho provato leggendolo. Non lo lasci, quando leggi.
Cosa dire? Tantissimo. Cominciando da prima del titolo: la dedica del libro, un verso di una poesia di Seamus Heaney, Elegy. Dice (spero di aver tradotto bene): “Il modo in cui viviamo, timorosi o audaci, sarà stato la nostra vita”. E’ già chiaro il succo della storia: la vita della protagonista, Eugenia. Anche il titolo non fa che ripetere il tema: la parola karma (originariamente karman, dal sanscrito) è quel che ciascuno di noi fa e lascia dietro di se, che rimane anche dopo la sua vita.
Il libro ha moltissime doti: si apprezzano man mano che lo si legge. La scritta in quarta di copertina ne è ottima presentazione, oltre che un buon sommario degli intenti dell’autrice. Ma solo la sua lettura consente di cogliere una serie di veri “gioielli”, disseminati qua e là; frasi che punteggiano di stelle il firmamento della vita di Eugenia.
Mi ha incuriosito, prima di comprarlo, l’autrice stessa, che apprezzo e continuo ad apprezzare in una delle sue performances televisive, una nota trasmissione di una rete delle nostre. Mi ha spinto a comprarlo la curiosità di vedere se scriveva con la stessa grazia e leggerezza che ha nel suo lavoro. La mia curiosità è stata largamente appagata: il suo padroneggiare le parole è realmente grande.
Il centro della storia, come si è detto, e come – di solito – evito di sottolineare in queste mie note, è la vita di una giovane donna, che lei stessa (io narrante) fotografa in vari momenti, per lei significativi e caratterizzanti le sue varie età. E questa “fotografia” è la vera bellezza del libro. La persona che Eugenia è viene fuori attraverso i rapporti, con la famiglia, prima di tutto, e poi con i partner più o meno occasionali, fino al marito.
Ma voglio esplicitamente parlare dei “gioielli” cui ho accennato. A volte sono battute graffianti, a volte bellissime immagini, a volte semplici frasi fatte di pochissime e sceltissime parole. Il lavoro cui l’autrice accenna nei ringraziamenti si vede bene. E le rende merito continuo, fino all’ultima pagina. Il merito di aver prodotto un libro piacevole, di gradevolissima lettura, e pieno di un’analisi di personalità che solo al termine si può indovinare completamente.
E – altro merito – la descrizione di una Milano che di solito chi ci vive indovina dopo un po’. Mi sono tornati alla mente i ricordi dei sei anni che vi ho trascorsi, per lavoro, io – romano convinto – che non apprezzavo certo quella città e ne fuggivo ogni volta che potevo. Bene, questo libro mi ha fatto rivivere i ricordi migliori di quegli anni. Anche di questo ringrazio l’autrice.
In sostanza, un libro splendido, che chiunque ami la lettura deve conoscere.

 


(Lavinio Ricciardi)

 

 

 

Daria Bignardi, Un karma pesante, Mondadori, 2011 [ * ]

 


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 28/5/2012 alle 12:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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