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NON SPRECARE
post pubblicato in Galdo, Antonio, il 21 marzo 2012

Il cibo. La vita. La morte. Il corpo. La salute. I consumi. Le risorse naturali. I rifiuti. I soldi pubblici. Le parole e il tempo. Il talento. Le occasioni… Tutte ricchezze da non sprecare, secondo Antonio Galdo, autore di questo persuasivo saggio, di cui le voci sopra elencate sono i titoli di altrettanti vitali “capitoli”. In essi si affollano testimonianze e suggerimenti, riflessioni ed interviste che formano un coro polifonico, sul quale intonare un nuovo stile di vita. Non all’insegna di un improbabile ritorno al passato, né, tanto meno, della rassegnazione di fronte ad un futuro già prevedibile, di fatto un’assenza di futuro, ma del possibile, del praticabile, di quello che è alla portata di tutti con minimo sforzo, di una filosofia dell’uso dei beni che, senza farci ricadere in una sorta di spiacevole preistoria, ci consentirebbe di proiettarci con più ottimismo in un domani vivibile e ridente, se solo si rispettasse “l’undicesimo comandamento”: non sprecare. 
Infatti  Antonio Galdo non ci propone di rinunciare senza risarcimento, di regredire, ma di usare bene, preferibilmente di riusare, comunque di non sottovalutare ciò che si ha e che può essere la vera risorsa di un pianeta sempre più sfruttato e depauperato, di un genere umano scarsamente conscio di ciò che butta via, in ogni ambito, in tutti i settori.
Parliamo, ad esempio, del talento. In una conversazione con Claudio Abbado affiora il tema dello spreco delle capacità, delle potenzialità dei giovani: quarantamila ragazzi italiani sono iscritti ad università all’estero perché mirano a non tornare in Italia. "Sono statistiche desolanti, numeri che segnalano il declino di un Paese dove un tempo si mandava la gente al confino e adesso si costringono i giovani a lavorare all’estero. Non per scelta, ma per necessità. Abbiamo i talenti, ma ci mancano l’organizzazione e la trasparenza, così non riusciamo nemmeno a riconoscerli. Lo ripeto spesso ai più giovani: «La raccomandazione non serve. Il valore professionale di una persona, quando c’è, prima o poi viene fuori». In Italia, inoltre, non selezioniamo gli interventi pubblici, non sosteniamo le cose veramente importanti, sprechiamo risorse, e siamo soffocati da una televisione che trascura troppo la cultura. Così rischiamo di diventare un enorme museo all’aperto, ricco di tesori culturali unici al mondo e prosciugato nelle sue risorse umane", dichiara il Maestro.
Oppure lo spreco di parole. Sotto l’egida di Blaise Pascal (“Il dramma degli uomini è non trovare mezz’ora di silenzio al giorno”) si propone alla riflessione la scelta radicale di don Bernardino, monaco camaldolese che ha optato per la vita cenobitica perché “…il silenzio è la sua risposta quotidiana allo spreco di parole”, una sovraesposizione che ha spinto molti di noi a divenire over-information-aholic ovvero a consumare come ubriachi informazioni. Sì, anche di quelle si può divenire utenti consumistici compulsivi, con gravissime conseguenze specialmente per i più piccoli, come sottolinea il neuropsichiatra Giovanni Bollea.
Di tutto si dovrebbe avere cura, nulla dovrebbe essere sprecato, ogni rifiuto dovrebbe essere riciclato: con gli scarti dei supermercati si potrebbero sfamare gli indigenti, con i rifiuti si riuscirebbe ad illuminare le città, come accade a Brescia, con politiche accorte si salverebbero molte vite.
Galdo ci propone un’ecologia della mente, delle abitudini, delle scelte, che agevolmene ognuno di noi potrebbe mettere in pratica, con giovamento sicuro per ciascuno di noi, per il genere umano, per la Terra e, soprattutto, per le future generazioni.  




(Adriana de Nichilo)








Antonio Galdo, Non sprecare, Einaudi, 2012 [ * ]







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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 21/3/2012 alle 17:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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