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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
SUITE FRANCESE
post pubblicato in Nemirovsky, Irene, il 22 novembre 2012
  

Un bellissimo romanzo, scritto per descrivere l’invasione e l’occupazione della Francia da parte dei tedeschi nell’ultima guerra.
La storia si svolge in varie parti della Francia, ed è raccontata seguendo quanto accade a quattro diverse famiglie, diverse sia per interessi che per censo.  È narrata con dovizia di particolari sulla vita di questi personaggi, sì che il lettore può entrare in essa come se vedesse un film.
L’ultima edizione (o ristampa che sia) ha in copertina una bellissima foto d’epoca, che richiama una delle vicende raccontate. Nel retro della copertina un bellissimo ritratto dell’autrice.
Il libro, nell’ampia postfazione di sua figlia, Denise Epstein, che ne ha curato l’edizione, riporta la travagliatissima esistenza dell’autrice, che – arrestata ingiustamente perché nipote di ebrei senza esserlo lei stessa (assieme al marito aveva abbracciato la religione cristiana) – morì ad Auschwitz nel 1942, seguita – dopo pochi mesi – dal marito. Questo la dice lunga sul collaborazionismo dei Francesi in materia di sterminio.
Il romanzo è un bellissimo spaccato della società francese dell’epoca. Vale per tutti il giudizio che ne dà Piero Citati: «Quasi senza saperlo, per una specie di grazia infusa, Irène Némirovsky possedeva i doni del grande romanziere, come se Tolstoj, Dostoevskij, Balzac, Flaubert, Turgenev le fossero accanto e le guidassero la mano mentre lei scriveva sui suoi quaderni...Quando abbiamo finito di leggere le due prime parti di Suite francese, resta in noi una strana sensazione di letizia. Non sappiamo se essa dipenda dalla gioia nascosta sotto le tragedie della vita, o dalla felicità fisica di raccontare senza fine. Il tono volentieri lirico; l'eco melodiosa della frase; la ricchezza delle sensazioni; la bellezza della natura; gli animali quasi umanizzati; la luce del sole al mezzogiorno o al tramonto; il chiarore onnipresente della luna si sciolgono e si perdono nella fluidità della vita».
Il libro è diviso in due parti, che hanno per titoli Temporale di Giugno e Dolce e, nel tempo, corrispondono al periodo dell’occupazione tedesca della Francia e al periodo successivo. 
Protagonisti della prima parte sono una famiglia parigina, i Pericand, una coppia senza figli (lui scrittore), e la famiglia di un impiegato di banca (i Michaud). La vita di questi personaggi è sconvolta dagli eventi bellici, e la Nemirovsky ne racconta – con uno stile veramente brillante – le vicende che li coinvolgono a seguito della guerra. 
Nella seconda parte, c’è la storia di una donna (adulta), Lucille, che vive con la suocera, in assenza del marito che se n'è andato con un’amante. E assieme, la storia di una famiglia che vive in campagna (il capo famiglia è Benoit Labarie) ed ha a che fare anche con la coppia di donne. La vita della coppia di donne viene sconvolta dall’arrivo di un soldato tedesco che pretende di essere ospitato da loro, o meglio si domicilia presso le due donne.
Com’è mio costume, non desidero raccontare la trama del libro, né insistere sui fatti che racconta. La mia principale considerazione, che mi ha fatto giudicare questo libro come leggibilissimo e molto interessante, è la capacità della Nemirovsky di far rivivere quel periodo della storia d’Europa anche a chi – come me – non era in Francia, ma in Italia, e quei tempi li ha vissuti e li ricorda bene. La Nemirovsky scrive in un modo scorrevolissimo, e le immagini che la sua scrittura produce nel lettore sono tali da far rivivere i tempi descritti con impressionante realismo.
La lettura di questo splendido libro è fortemente consigliata a tutti. La postfazione della figlia, Denise Epstein, descrive molto in dettaglio la vita della mamma.



(Lavinio Ricciardi)








Irene Nemirovsky, Suite francese, Adelphi, 2012 [ * ]






vedi quì


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 22/11/2012 alle 12:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
IL BALLO
post pubblicato in Nemirovsky, Irene, il 23 febbraio 2012


Questo delizioso libretto, la cui lettura può impegnare da due a tre ore, è un tuffo nella vita di una volta, come diremmo oggi, e consente davvero di tornare ai sogni della prima adolescenza. Ne debbo lettura e segnalazione a una collega del nostro circolo, che ne è – giustamente – entusiasta.
Capita, nella nostra esperienza di lettori, di imbatterci in libri di tutti i generi. Da quelli belli ad altri, magari meno belli ma famosi, oppure “à la pàge” ma sempre – per un lettore – forieri di emozione ed esperienza. Non capita spesso, però, di rivivere emozioni già provate. E – cosa più sorprendente – riviverle nel racconto di chi ci è lontano per nascita e cultura, e che quindi ci sorprende maggiormente.
Questa scrittrice ha avuto una vita brevissima, interrotta dalla barbarie della Shoah: le sue origini sono ucraine, ma è morta ad Auschwitz nel 1942, a 39 anni. E – nella sua scrittura – si avverte l’eco della sua gioventù, certamente molto felice (Il ballo è del 1928: l’autrice aveva 25 anni).
La storia – molto semplice – è la cronaca, vista dagli occhi di una ragazza di quattordici anni, di un ballo che i genitori danno per festeggiare il raggiungimento di una condizione di agiatezza, testimoniata anche da una presenza dell’istitutrice inglese che Antoinette – la protagonista – si ritrova alle calcagna...
La ragazza sogna la partecipazione a questo ballo, e il libro descrive l’attesa (che prende più di metà del racconto), e la successiva delusione al divieto che la madre impone per la sua partecipazione al ballo stesso, adducendo l’età della figlia.
E attraverso questo tira e molla tra madre e figlia si arriva al giorno fatidico. Non sciupo l’evoluzione, ricca di eventi e colpi di scena – che un finale imprevisto e poco immaginabile fornisce – a quello che in realtà, per l’intera storia, appare essere il rapporto madre – figlia. 
Insisto però nell’invitare chi – come me – non conosce questa scrittrice (di cui Adelphi ha in catalogo 12 titoli, oltre al ballo), a leggere questo libro per comprendere quanto bene l’autrice riesca a descrivere un personaggio nel quale è possibile che riviva un momento della sua vita. E – come me – ad emozionarsi tanto.



(Lavinio Ricciardi)
 







Irene Nemirovsky, Il ballo, Adelphi, 2005 [ * ] 

  

 
  

 

 
vedi quìquìquì, anche quìper una biografia dell'autrice quì

 

 

 

 

 

 

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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 23/2/2012 alle 14:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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