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AGENTE SACRIFICABILE
post pubblicato in Colizza, Filippo, il 22 ottobre 2011



Questo libro è opera di esordio di uno scrittore che certo rimane molto caro a chi, come me, è appassionato di spy-stories. E’ infatti (a parte Carlo Lucarelli, il cui genere però, mi pare più da accostare al giallo – poliziesco) l’unico scrittore italiano che mi è capitato di leggere, e l’unico – in assoluto anche tra gli altri scrittori italiani – che accosto volentieri a Ian Fleming, il famoso autore di James Bond.
Sono rimasto molto colpito, e ottimamente coinvolto, dalla lettura del romanzo. Lo trovo molto ben impiantato sul terreno – appunto – dello spionaggio, e quel che più mi ha influenzato e inorgoglito è che il protagonista è un agente del servizio segreto della nostra Marina Militare (da cui proviene anche l’autore, come appare dal risvolto posteriore della sovra-coperta).
Il libro è scritto in uno stile piano, e senza molto concedere agli “effetti speciali” tipici degli scrittori di storie di spionaggio. Proprio questo stile, adatto a tutti i lettori, può rendere il libro piacevole anche per chi appassionato di spie non è, ma ha certo un debole per i romanzi di azione. Tale infatti appare questo romanzo, come lascia intendere l’immagine di copertina e la sua elaborazione da fotografia.
Il procedere del libro è tale che le sue 403 pagine vanno via come l’olio. Io le ho lette in tre giorni e mezzo, quattro, e – anche se il finale è (non lo dovrei dire) buono – mi ha lasciato male perché la storia era già finita. Non leggevo storie di spionaggio dal penultimo libro di Forsyth (Il veterano), dopo il quale non ne ho letti altri.
L’autore ha – secondo me – due pregi: uno gli viene dalla sua esperienza di militare, ed è la conoscenza degli scenari sui quali i servizi di solito operano. In questo caso si ha un panorama aggiornatissimo delle attuali situazioni di tensione internazionale (lo scenario è il Nord Africa); l’altro pregio è – probabilmente – la sua giovane età, che gli permette di riversare molta della sua energia nella scrittura, e calarsi nel personaggio del protagonista, anche lui molto giovane. Lo ho accostato a Forsyth, proprio perché l’autore inglese ha un’esperienza consimile.
Il romanzo si articola tra le missioni del protagonista, Alessandro Trevi, e le avventure che egli corre, in particolare tra le grinfie di un trafficante di armi con cui se la dovrà vedere e molti altri personaggi che fanno da ottimo contorno. Ma la caratterizzazione del romanzo è la semplicità delle avventure stesse, semplicità che non scade mai nel banale. E’ un po’ come dire che è un thriller “fatto in casa”, ove le situazioni sono davvero quasi sempre degne di fiducia, perché si mostrano credibili: pericoli e situazioni di tensione somigliano terribilmente a quelli reali della nostra epoca.
Direi che il mio giudizio su quest’autore è senz’altro molto positivo. Proprio a proposito della parte finale, in cui si profila un amore molto ben descritto e senza le caratteristiche delle vamp di James Bond, ma con un’aria di normalità anch’essa credibilissima, tra il protagonista e una giovane segretaria francese del trafficante di armi alla quale Alessandro salva la vita. La storia d’amore è portata nel libro in forma delicata e semplice, senza né eccessi, né fanfaronate. E’ secondo me, un tocco di classe in più che Colizza aggiunge al suo stile così pulito.



(Lavinio Ricciardi)






Filippo Colizza, Agente sacrificabile, Mondadori, 2011 [ * ]










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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 22/10/2011 alle 20:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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