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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
IL SUICIDIO PERFETTO
post pubblicato in Matteucci, Franco, il 23 ottobre 2013
   

Ho letto questo libro con molta curiosità, essendo un appassionato dei generi giallo e noir. Avevo già letto due anni fa – e recensito – un libro dello stesso autore, che non mi aveva molto entusiasmato per vari motivi. 
La lettura del libro mi ha subito incuriosito, e debbo concludere – al termine – che la storia del romanzo è molto ben congegnata. Purtroppo ho trovato che, man mano che si procede, anche se la presa del lettore non diminuisce, forse c’è un calo di ritmo; ma può essere che la cosa sia intenzionale, non conoscendo se ci siano altri romanzi con lo stesso protagonista (cioè se si tratti di un “serial cop” letterario: pare proprio di no). Mi sono reso conto che l’autore appartiene al mondo televisivo, cosa che non avevo considerato nel romanzo recensito precedentemente.
Il mio giudizio sostanziale è positivo, sia per quanto riguarda la storia, sia per quanto riguarda la scrittura, con qualche riserva relativa al genere che Matteucci tratta. Il suo personaggio è bravo, ma viene angariato da un superiore che vorrebbe avere già la soluzione, e che non è d’accordo su quella trovata da Santoni. Inoltre la considerazione dello scenario dove il fatto accade (un piccolo paese di montagna) rende la storia particolare, anche per i limiti di azione che l’ispettore ne riceve. 
Certo, le vicende cui il fatto porta l’ispettore – tutto fa pensare ad un suicidio collettivo, che le vittime avrebbero annunciato, cosa avvalorata da testimonianze – non sono del tutto chiare: fin da subito, l’ispettore è indirizzato a pensare ad un omicidio. La storia poi si arricchisce del fatto che – oltre che ispettore, Marzio Santoni è maestro di sci – esistano alcuni dettagli che portano sempre più verso il delitto e non il suicidio.
Non me ne vogliano gli altri appassionati di giallo se ho in parte raccontato, contrariamente al mio modo di fare queste brevi note, alcune vicende. Mi fermo subito. E tengo a dire che consiglio la lettura sia ai patiti del genere, sia ai lettori ordinari di narrativa. La storia e il modo in cui l’autore la racconta sono chiari e semplici, senza i contorcimenti apparsi nell’altro romanzo (dovuti probabilmente al genere introspettivo). Il romanzo segue i canoni più moderni dell’indagine poliziesca, compresi i test del DNA. Tra i pregi che voglio sottolineare, l’originalità della vicenda e l’azione dell’ispettore, che fa fede al suo soprannome (Lupo bianco), risalente alla sua infanzia : l’azione dell’ispettore non comporta quasi mai aiuti e collaborazioni, pur svolgendosi nell’ambito di una normale indagine giudiziaria. Debbo sinceramente ricredermi sull’autore, soprattutto per la semplicità con cui la storia, abbastanza complessa come appare a lettura terminata, è stata portata avanti.



(Lavinio Ricciardi)






Franco Matteucci, Il suicidio perfetto, Newton Compton, 2013 [ * ]

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LO SHOW DELLA FARFALLA
post pubblicato in Matteucci, Franco, il 26 ottobre 2011


In un anonimo paesino d’Italia denominato Buriland (paese di burini) una giovane donna intelligente e bella sconta da dieci anni il suo grave errore di avere sposato per  convenienza  un uomo volgare e prepotente che le infligge continue umiliazioni fisiche e morali. Il contorno non è da meno: ci troviamo di tutto, dalle prostitute africane a quello che tradisce la moglie con un transessuale, dalle ragazze che si spogliano davanti alle telecamere in diretta telefonica con tariffa a tempo con i guardoni a distanza, a quelle che invece lo fanno nei club privé, dal playboy a pagamento al terrorista. Ma troviamo anche figure delicate e belle come quella del padre della protagonista o della anziana vicina di casa, o positive e concrete come quella del fornaio che spasima per la nostra eroina e vorrebbe sposarla.
Insomma uno spaccato di vita di paese un po’ duro ma vivo e tutt’altro che inverosimile.  Il racconto un po’ hard e lo stile rapido mi hanno fatto ricordare il romanzo di Niccolò  Ammaniti “Come Dio comanda” dal quale questo differisce, in meglio per fortuna, per l’inserimento di alcuni personaggi positivi e per il lieto fine. Lettura avvincente, porta ad un epilogo rapido e liberatorio. Consigliabile, ma solo per adulti.

 

(Pietro Benigni)

 

 

 

Franco Matteucci, Lo show della farfalla, Newton Compton, 2011 [ * ]


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LO SHOW DELLA FARFALLA
post pubblicato in Matteucci, Franco, il 27 settembre 2011



Questo libro, di autore per me sconosciuto, non è stato una lettura molto divertente. Qualcosa di positivo, comunque, ci si può trovare.
L’inizio presenta subito l’io narrante, una donna. Debbo dire che – personalmente – non mi sembra una cosa molto sensata che un autore dell’altro sesso cerchi di raccontare una storia per bocca di una donna: non so come possa immedesimarsi in certi meccanismi psicologici che, sempre a mio parere, caratterizzano ciascuno dei due sessi. Per questo ho trovato un po’ particolare la scelta dell’autore.
La storia parte in un certo modo: la protagonista – Floriana – si presenta con un soprannome (“vermetta solitaria”), che si è autoassegnato, e prosegue presentando la sua vita. E’ una donna giovane, il cui marito, Sergio (soprannominato il Trippone), fa l’ortolano. Floriana parla delle sue amiche, con le quali ha un buon dialogo e si vede abbastanza spesso, almeno nel “tempo” del libro. La vicenda è sviluppata in modo specifico; Floriana cita le voglie sessuali del marito, che le chiede prestazioni in cambio di ognuna delle sue richieste.
Non entro in particolari, peraltro abbastanza poco allegri e comunque sempre in chiave femminista (il marito è visto in senso decisamente negativo). Il libro però, come dicevo all’inizio, ha un lato positivo: Floriana – confessandosi alle pagine che scorrono – descrive con molta attenzione le sensazioni che le varie vicende della sua vita le fanno provare. E in questo, debbo dire, l’autore è stato bravo e descrive bene i vari stati d’animo di Floriana. Tra i personaggi c’è un figlio, Massimo, che non è figlio suo ma solo del marito, e la suocera Jolanda, che non è molto tenera con la nuora acquisita.
Come al solito, la trama del libro (peraltro non descrivibile: occorre leggerlo) non è il mio obbiettivo preferito. Il lato positivo è questo emergere pian piano della psicologia della protagonista, che diventa personaggio più interessante man mano che la storia progredisce. È quindi uno studio di situazioni e caratteri tutto fatto dalla protagonista, come già detto l’io narrante della storia. In effetti, verso le ultime pagine, la vita di Floriana passa proprio per uno stato che si ispira al titolo: il mostrarsi farfalla, quando per tutta la prima parte (14 capitoli su 27) si è comportata come una “larva”, lasciando covare entro di lei quelle cose che verso la fine riesce a manifestare -.a se e agli altri che ha intorno.
Rimane comunque, a mio avviso, soltanto quello che ho detto il solo lato positivo del romanzo: uno studio del carattere di Floriana attraverso i pensieri della stessa protagonista. E i vari personaggi ulteriori (il Brusca, padrone del forno, Gilberto, che scorrazza su un motocarro Ape, Erasmo, il gatto di Floriana), molto ben descritti, saltano sempre fuori dal suo racconto. Questo giustifica a pieno il titolo che l’autore ha dato.
A parte quanto detto, il libro non mi è sembrato una grande opera.


(Lavinio Ricciardi)






Franco Matteucci, Lo show della farfalla, Newton Compton, 2010 [ * ]







vedi quì e quì


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