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SORELLE D'ITALIA
post pubblicato in Cepeda Fuentes, Marina, il 27 settembre 2011

Questo splendido libro di storia, la cui bellezza inizia già dall’immagine che ne impreziosisce la copertina, ci riporta, con un tuffo all’indietro di più di un secolo, al nostro Risorgimento. L’autrice – spagnola di nascita, ma italiana da anni, studiosa di storia dell’arte, e collaboratrice RAI - si è cimentata con le biografie delle donne che hanno fatto il nostro Risorgimento.
Debbo dire, io che non amo leggere di storia fin dall’infanzia, che questo libro mi ha sorpreso e decisamente conquistato, per il fascino che avvolge le protagoniste. Le donne del Risorgimento emergono da questo libro caratterizzate non soltanto dall’eroismo che ha contraddistinto le loro azioni, ma dal carattere femminile che l’autrice ha voluto tratteggiare nelle loro figure, senza mai eccedere in retorica o senso della storia. Il libro appare molto ben strutturato e sempre equilibrato nei giudizi che esprime.
È suddiviso in sei parti: la prima è dedicata alla Repubblica Napoletana, la seconda alle donne delle società segrete e dei salotti letterari, la terza a Mazzini e alle sue seguaci, la quarta a Cavour e al suo tempo (tra le eroine di quell’epoca è Nina Schiaffino, ossia “la pazza per amore”), la quinta alla Repubblica Romana e l’ultima alle Garibaldine e brigantesse.
La serie di donne descritte in questo libro annovera nomi notissimi e nomi meno conosciuti, ma non per questo di donne meno valorose. La cosa che salta agli occhi di chi legge “Sorelle d’Italia” è che i nomi di molte di queste vere eroine della nostra storia non sono per nulla nominate nei libri di storia, almeno degli anni ’50. Molti di questi nomi si conoscono perché in molti comuni sono state loro intitolate delle strade cittadine. Queste parti, suddivise a loro volta in capitoli, ognuno relativo ad una delle “sorelle”, sono leggibilissime e consentono di sospendere la lettura per riprenderla in un secondo tempo.
Sulle donne della Repubblica Napoletana (Eleonora Fonseca e Luisa Sanfelice) sicuramente mi sento di dire che il mio libro di storia non ne parlava in dettaglio (magari le avrà anche nominate). Mi pare di ricordare che a Napoli c’è una piazza Sanfelice, appunto. Viene citato, a proposito della Fonseca, un episodio caratteristico che ne tratteggia l’indole.
Non intendo, come per le altre mie recensioni, fare il riassunto del libro. Voglio invece parlare delle donne che mi sono rimaste più impresse, per come l’autrice le ha tratteggiate nella sua opera. Starei quasi per dire tutte: ma non è così. Certo, la Belgioioso e la Contessa di Castiglione, per essere le più conosciute, hanno lasciato una maggior impronta nella mia mente. Ma questo è accaduto anche per Giuditta Sidoli, per Nina Schiaffino (detta “la pazza per amore”), per Giuditta Arquati, per Laura Solera Mantegazza, per Michelina De Cesare.
Tutte le donne citate da me, e anche le altre, però, hanno davvero dato l’impressione (e credo la diano a qualsiasi lettore istruito e non) di essere donne in un certo senso accostabili alle nostre contemporanee. In questo sta l’abilità dell’autrice: averci “restituito” le donne del Risorgimento come forse nessun altro scrittore ha mai fatto. Soprattutto con la capacità di comprensione che soltanto una donna può avere delle altre donne. E nonostante le difficoltà che avrà incontrato nel reperire le fonti.
Ad ulteriore merito del libro è una corposa bibliografia (mi pare sia intorno alle tredici pagini o più), che da sola rende l'idea – e ne dà la dimensione – della ricerca che certo la Fuentes deve aver fatto.


(Lavinio Ricciardi)







Marina Cepedes Fuentes, Sorelle d'Italia, Blu Edizioni, 2011 [ * ]








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