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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
LA LUNGA NOTTE DEI MILLE
post pubblicato in Brogi, Paolo, il 23 febbraio 2012

                                                                                                          

Questo libro, classificato come un saggio, è – secondo me – poco definibile. Si tratta di un libro di storia, nell’accezione comune. Ma una storia raccontata con garbo, brio e senza alcuna pesantezza, che – a mia memoria ormai lontana – era sempre presente nei libri scolastici che leggevamo per studiare tale materia.
L’autore, giornalista e scrittore, ha fatto una ricerca per rintracciare duecento dei sopravvissuti  alla  spedizione garibaldina e descriverne le azioni successive, nell’Italia che si avviava decisamente a festeggiare la raggiunta unità.
Non si è limitato soltanto a rintracciare questi duecento garibaldini (ex? non mi pare che avessero smesso di sentirsi tali, date le vite che hanno avuto). Al termine del libro è presente un elenco alfabetico di questi protagonisti, che invece, nella lettura del libro, è difficile seguire uno per uno nelle loro vicissitudini. Proprio per questo, il libro di Brogi è discretamente lontano dalla tradizionale ampollosità delle descrizioni storiche. Sembra invece che l’espressione del volto di Garibaldi riportato in copertina ci dica proprio: “...ecco, l’Italia che si è fatta è questa”, con riferimento al modo in cui l’autore segue la sorte dei vari personaggi che man mano fa vivere nel libro.
Si, li fa vivere: ci mostra spesso cosa facevano prima di partire con Garibaldi, e cosa fanno dopo il loro ritorno alla vita precedente, o nell’affrontare nuove esperienze – ad esempio l’emigrazione in Argentina, che forse emerge come uno dei fatti salienti di coloro che – motivati da quanto occorso loro durante l’esperienza dei Mille, ne vanno cercando di analoghe per cercare di ripercorrerla altrove.
Al di là delle vicende dei singoli – supportate dall’ottima ed esauriente bibliografia, suddivisa in testi generali e testi che parlano dei personaggi raccontati – il libro di Brogi è sicuramente un testo che racconta i costumi di quell’epoca (1860–1915). Ha il pregio che ogni capitolo riguarda alcune persone o anche una sola, ma sicuramente descrive un periodo e delle esperienze che si esauriscono col capitolo stesso, cosa che consente di leggerlo “a tappe”. E di pregi ne ha tanti altri; ma – a mio avviso – quello che lo caratterizza meglio è l’essere una testimonianza dei costumi dell’epoca che descrive.
Il libro è completato da cenni a tutti i duecento personaggi raccontati, riportati in un elenco alfabetico in calce al testo. Questo elenco è seguito da un elenco alfabetico dei sopravvissuti all’esperienza dei Mille (891) e da una esauriente bibliografia, già citata. Mi sento di consigliarne la lettura a chiunque fosse interessato al nostro Risorgimento.


(Lavinio Ricciardi)

 



Paolo Brogi, La lunga notte dei Mille, Aliberti, 2011 [ * ]

 

 

 

 

LA LUNGA NOTTE DEI MILLE
post pubblicato in Brogi, Paolo, il 15 novembre 2011

Il libro di Brogi ci racconta le storie e il destino di alcuni dei Mille dopo la spedizione del '60. Lo fa in maniera agile e giornalistica che si presta ad una facile ed agevole lettura per chi si avvicina a questo tema e ciò costituisce di certo un pregio del libro ma ne rappresenta, allo stesso tempo, anche un notevole limite. Il racconto è infatti spesso aneddotico, poco contestualizzato e carente di respiro storico. Non si capisce come e perché sono stati scelti circa duecento di più di mille che erano. Si stenta ad intravedere un filo conduttore che leghi un racconto che si dipana un po' a pezzi e bocconi, saltando da uno all'altro dei garibaldini senza che il lettore riesca a percepire, in questo dipanarsi a volte accennato e a volte più approfondito, un qualsivoglia criterio unificante. Tenendo a mente questi limiti, a Brogi è riuscito però di ridare luce, dignità e dimensione umana ad almeno una parte di chi, avendo compiuto una grande impresa di cui tutti noi siamo in qualche maniera eredi, era caduto nel colpevole dimenticatoio della storia patria. Questa è di per se una piccola impresa che rende utile e dilettevole la lettura del suo libro.

 

(Edoardo Sermasi)

 

 

 

Paolo Brogi, La lunga notte dei Mille, Aliberti, 2011 [ * ]

LA LUNGA NOTTE DEI MILLE
post pubblicato in Brogi, Paolo, il 24 settembre 2011



Non è facile seguire le vicende di un gruppo, estremamente eterogeneo e tanto numeroso, come quello dei Mille di Garibaldi, nelle loro vicende successive alla famosa spedizione, anche perchè i Mille, anche se erano uniti dalla venerazione per il Generale e dal desiderio di combattere per la libertà, avevano interessi, abitudini, aspirazioni, caratteri quanto mai diversi tra loro.
Paolo Brogi si impegna a seguirli e raccontarci le loro sorti, intrecciando le vicende di circa un quinto di loro, cioè circa duecento persone, con quelle della storia d’Italia; dalla morte di Ippolito Nievo in un naufragio nel 1861, fino alla morte dell’ultimo garibaldino, Luigi Bay, nel 1934.
Alcuni personaggi emergono più di altri: per esempio Edoardo Herter, emigrato in Argentina, dove esercita la professione di medico in un piccolo ed isolato paese; egli funge un po’ da filo conduttore quando ricorda gli eventi passati, riflette sulle notizie che gli giungono sugli avvenimenti italiani che hanno per protagonisti i garibaldini, e si sente in tal modo ancora partecipe del grande sogno della spedizione dei Mille. Un altro è l’ingegnere ungherese Turr che progetta grandi tagli di canali navigabili in varie parti del mondo; e poi Crispi e la sua separazione dalla moglie; Bixio che morì a Sumatra di colera; Baratieri, governatore dell’Eritrea, che fu impegnato nella conquista dell’Etiopia e subì la rovinosa sconfitta di Adua; e soprattutto Luigi Pianciani, che fu illuminato sindaco di Roma, di cui aveva individuato alcune carenze e alcuni problemi che cercò di risolvere con determinazione. Altri personaggi non si ritrovano nella grande storia, come quel Marchelli che, prestigiatore e giocoliere, intrattiene le piazze d’Italia sulle imprese e sulla figura del Generale; o come quell’altro, Buzzacchi, che, diventato direttore dell’ospedale civile di Mantova, raccomanda criteri di igiene e di sterilizzazione nella pratica medica.
Il libro si legge abbastanza piacevolmente, perché Brogi è sempre pronto a cogliere il lato umano delle persone di cui tratta.
Ho trovato poi interessante la parte finale del volume, prima con la storia sintetica di tutti i garibaldini di cui si raccontano le vicende nel libro, e poi con l’elenco degli altri, di cui si ricordano solo i nomi e la data di morte.
Quello di cui ho sentito la mancanza è stato un indice dei nomi con il riferimento alle pagine in cui vengono raccontate le vicende.



(Giuliana Piperno Beer)







Paolo Brogi, La lunga notte dei Mille, Aliberti, 2011 [ * ]









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