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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
LE NOZZE DI CADMO E ARMONIA
post pubblicato in Calasso, Roberto, il 13 aprile 2011

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Ci sono dèi antichissimi e dimenticati. Sappiamo solo i loro nomi, elencati nelle tavolette del lineare B.
Ci sono dèi terribili e remoti, che vengono dal Caos primordiale. Sono la Terra e il Cielo, il Tempo che dà ordine al mondo, il Giorno e la Notte, Tifone che incute terrore e la mostruosa Echidna. Questi dèi, gli uomini li sentono vicini come presenze vive, ogni volta che spira un filo di brezza e una stella scintilla nel cielo. Sono dèi che nutrono e danno la vita, ma in egual modo sconvolgono, distruggono e generano paura. Le loro storie vengono prima dei miti.
Ci sono dèi che vivono sopra le nubi, invisibili, che a volte amano apparire agli uomini e mescolarsi con loro. Di questi dèi, dei loro amori, delle lotte e delle passioni che li agitarono e degli uomini e delle donne che con loro risero o piansero, di loro narra Calasso, attingendo alle narrazioni dei poeti. Molto tempo fa, esseri divini ed umani potevano sedere a tavola insieme e mangiare lo stesso cibo, perchè gli dèi partecipavano ai banchetti degli uomini e gli uomini erano invitati a quelli degli dèi. Successe per le nozze di Teti, una dea, col mortale Peleo, per quelle di Armonia, figlia di Afrodite, con Cadmo il fenicio, e nei banchetti offerti da Licaone e da Tantalo. Da questi inviti nacquero guerre, distruzioni e lutti. Ma, come dice Calasso, invitare gli dèi rovina i rapporti con loro, ma mette in moto la storia. Una vita dove gli dèi non sono invitati non vale la pena di essere vissuta. Sarà più tranquilla, ma senza storia. E si può pensare che quell'invito pericoloso sia ogni volta ordito dagli dèi stessi, che si annoiano degli uomini che non hanno storia. Ed è proprio Cadmo, l'ultimo a sedere a tavola con gli dèi, che reca in dono ai greci l'alfabeto. Nasce così la narrazione scritta, che ha consentito alle storie di uomini e dèi di giungere fino a noi.
Zeus che si infiamma d'amore per Io e la trasforma in una candida giovenca, il ratto di Europa, le metamorfosi che, con lo svolgersi del tempo, diventano rare e difficili, a confermare il carattere fatale della realtà. L'età degli eroi, con Teseo che trasforma in un vezzo umano l'abitudine divina a rapire fanciulle, Ercole che serve la regina Onfale, la piccola Erigone che si impicca e crea una macabra catena di emulazione, Dioniso e le sue multiformi avventure, e così via, in un'unica narrazione, simile ad un albero dai molti rami che stende sotto terra radici profonde. Nelle pagine del libro prendono vita i miti che, come una linfa invisibile, innervano la storia degli uomini. Calasso costruisce i suoi personaggi - perché di veri e propri personaggi si tratta, che già conosciamo per averli visti agire in altre occasioni o per averne ammirate le fattezze in innumerevoli dipinti - scavando nei testi testi antichi e ricucendo lacerti di autori distanti tra loro centinaia d'anni. L'affresco che ne esce è come un bosco: una volta entrati non troviamo facilmente l'uscita. Restiamo irretiti nel senso del divino che pervade i miti e ci chiediamo se ancora ci appartiene. In realtà vorremmo continuare ad andare sempre più a fondo, piangendo e ridendo con le storie di uomini e dèi, vorremmo guardare le stelle e saper leggere i miti nella volta del cielo. Al termine della lettura comprendiamo che queste cose non avvennero mai, ma sono sempre.



(Rita Cavallari)








Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia, Adelphi, 1991 [ * ] 






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