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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
PER L'ALTO MARE APERTO
post pubblicato in Scalfari, Eugenio, il 2 ottobre 2010

Un libro splendido. Soprattutto nella sua concezione, che l’autore svela soltanto alla fine. Un libro piacevolissimo da leggere, anche se – nella presentazione che Scalfari fece nella trasmissione “Che tempo che fa” dello scorso luglio – non era facile intuirlo.
È la storia dell’era moderna e dei suoi pensatori. Una storia datata dall’autore in modo un po’ diverso dagli storici,  perché l’inizio è fatto risalire agli Illuministi e non a prima, cioè al tempo della scoperta dell’America. Una storia dei valori che ormai sono di pochi, sono diventati “di nicchia”, sommersi  dall’immensa  quantità  di  immondizia  culturale cui il paese sembra condannato.
Ma – a parte la bellezza della storia, e la scelta degli autori (pensatori, filosofi) che caratterizzano questi quattro secoli – la cosa che intriga e avvince anche il lettore meno accorto, e poco avvezzo alla bravura dell’autore, è la bellezza dell’originale percorso che, per mano del maestro, il lettore compie.  Il primo a compierlo e descriverlo questo percorso è l’autore stesso. E il primo dei suoi prodigiosi incantesimi è il viaggio di Ulisse – a mio avviso parafrasi dell’intero viaggio che il libro esprime e documenta. Il viaggio di Ulisse, adombrato da un titolo che lo nasconde, «Atena si innamora», è realmente un film – ripreso con l’obiettivo della mente – non soltanto del viaggio di Odisseo (stupendo modo di chiamare Ulisse), ma dell’intero “viaggio” nell’evo moderno. Il libro è articolato in cinque parti: la nascita dei moderni, il Romanticismo, il lungo tramonto, nichilismo e rivoluzione e Il gran finale.  Ma, al di là della compiutezza dell’opera, che ciascuno giudicherà col proprio metro, ciò che mi piace sottolineare, per un argomento così vasto e non immediato, è la piacevolezza con la quale l’opera si offre al lettore.
Della prima parte, oltre al capitolo su Odisseo – Ulisse, ricorderò,  come notevoli, l’accenno al Don Chisciotte, l’Io di Cartesio, che rappresenta il maggior contributo che tutti i filosofi dell’epoca dettero alla conoscenza del «sè», poi Spinoza, Kant ed Hegel.
Della seconda parte, la bellissima descrizione della tematica di Leopardi, figura che esce da questo libro in modo molto diverso dai ricordi “scolastici” di ciascuno di noi, perché Scalfari ne sottolinea il valore come pensatore, e non come semplice poeta.
Della terza parte, Rilke all’inizio e Joyce alla fine sono resi semplici e con immagini assolutamente limpide e chiare. E Joyce viene messo poi a confronto con Proust, che lo precede nella trattazione di questi autori conclusivi del moderno.
La quarta parte è dedicata agli scrittori e pensatori russi:  Tolstoj e Dostoevskij aprono la serie, seguiti da Marx e Napoleone (unico non russo), messi a confronto nelle loro realtà e proiezioni economiche. L’autore, a questo proposito, si duole di aver tralasciato di parlare delle fonti cui ha attinto le sue conoscenze di economia (Smith, Malthus, Ricardo), e che ricorda nella parte finale. La quarta parte si chiude con Freud e con l’importanza che da questo pensatore viene a tutto l’Eros dell’uomo.
Nella parte finale, anticipato già assieme a Freud, viene Nietzsche. Di questo “fenomeno”, come appare all’autore, l’analisi inizia con Zarathustra e va avanti nelle altre opere, fino ad individuare, proprio nel pensiero di Nietzsche, il “congedo” dall’era moderna.
il finale, dedicato a Calvino e Montale, si chiude con i bellissimi versi de «La casa dei Doganieri».
Non credo di aver mai letto un libro di storia del pensiero umano che possa star vicino a quest’opera, collocata – nella mia mente – nel ruolo di «film letterario», data la ricchezza di bellissime immagini con le quali i vari pensatori vengono descritti e ricordati. Immagini che fanno pensare che l’autore abbia voluto regalarle a tutti coloro che trovano nella lettura la più grande soddisfazione al bisogno di conoscenza.
Mi scuso di non essere stato troppo preciso ed esauriente.



(Lavinio Ricciardi)


 

Eugenio Scalfari, Per l'alto mare aperto, Einaudi, 2010 [ * ]







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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 2/10/2010 alle 14:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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