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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
IL SENTIERO AMERICANO
post pubblicato in Belloni, Giovanna, il 21 luglio 2010

E’ un libro d'esordio, di un’autrice che si è occupata di cinema, come riporta ampiamente la biografia sia della quarta di copertina, sia presente sul sito dell’editore [ * ]. Ma la conoscenza dell’autrice e un po’ di conversazione con lei mi hanno dato una sensazione più completa del libro stesso, come è stato per il libro di Luciana Raggi (“Un bastimento carico di…” [ * ]).
Si tratta, in entrambi i casi, com’è per molte opere letterarie, di un diario autobiografico. Ma la bellezza del libro è che fa tornare molto bene il lettore alle sensazioni di una Gabriella ventenne, che parte sola soletta per la favolosa America, l’Eldorado di tutti i giovani. E questa freschezza si ritrova in tutto il libro, anche quando la Belloni parla di esperienze non proprio felici. 
Il diario, presentato in modo magistrale da Cinzia Leone, coordinatrice della collana, in apertura del libro stesso (con – a seguire – un commento di Eugenio Finardi), è molto completo, specie a livello di sensazioni, e di sogni realizzati dal viaggio che Gabriella compie – dopo il periodo newyorchese – alla volta delle terre degli indiani, sua grande passione (nella quale chissà quanti lettori, oltre a me,  si sentiranno trascinati e torneranno all’infanzia felice dei ricordi).
Nel libro si parla di questo viaggio che ha tre momenti: New York, terra di approdo all’America; il West, cioè la riserva indiana al confine tra quattro stati; e infine la California. Come mia abitudine, non voglio citare il testo, in questa breve recensione, ma solo presentare l’opera di Gabriella dal punto di vista di noi lettori.
La freschezza del racconto è unita alla drammaticità di alcune tra le esperienze descritte, con particolare riferimento al secondo e al terzo momento (riserva indiana e California). E proprio questa commistione rende il libro particolarmente “ben leggibile” dal punto di vista del lettore. Io vi ho ritrovato – oltre al sogno degli indiani, anche un altro sogno che mi accomuna a Gabriella senza averlo fatto diventare professionale: la fotografia. La Leica di Gaby è una co-protagonista assoluta del libro e, nelle parole dell’autrice, ha rappresentato il mezzo di sostentamento in extremis dei momenti difficili. E questo è ancor più da apprezzare, vista l’età alla quale il “sentiero americano” viene percorso.
Devo dire che il libro pur sintetico nel linguaggio, si distingue per la facilità di lettura, e per uno stile molto essenziale, ma quasi “fotografico” dei sentimenti dell’autrice. Le foto inserite nel libro ne arricchiscono la storia e i suoi momenti. E – bellissimo – in queste fotografie dei sentimenti, il momento della notizia della morte del padre. Insomma, Gabriella Belloni promette di diventare una solida scrittrice, se continuerà nella sua opera.

 

(Lavinio Ricciardi)



 

 

Gabriella Belloni, Il sentiero americano, Memori, 2005

 

 


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 21/7/2010 alle 14:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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