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L' UBICAZIONE DEL BENE
post pubblicato in Falco, Giorgio, il 25 maggio 2010



Questo è il secondo libro di Giorgio Falco, ed è – a mio avviso – un affresco realistico, in alcuni casi divertente, della società odierna, ambientato a Milano, in questi tempi. Potremmo chiamarlo un affresco “post-moderno”, per usare un termine alla moda.
Apparentemente sembra un testo unico: in realtà si tratta di una serie di racconti, con diversi protagonisti, ed un luogo (e un tempo) unico, una periferia milanese (vicinanze tangenziale ovest, come dice il suo primo racconto) probabilmente inventata, Contesforza.
Il titolo, anch’esso presente in uno dei primi racconti, fa riferimento ad un bene immobile, una villetta che uno dei protagonisti (seconda storia), dopo averla comprata, deve dar via. In realtà ”… fa impressione”, come dice Giulio Mozzi nel risvolto della copertina, “l’attaccamento animale dei personaggi di Giorgio Falco alla loro così poco desiderabile vita – pur sempre vita, unico bene”.
Sembra effettivamente che questo bene, la vita dei personaggi, sia il bene di cui parla il titolo del libro. Ma questa vita è descritta col linguaggio della quotidianità, tipico del vivere la vita milanese di periferia, da parte di persone immerse nei mestieri e nelle situazioni le più svariate che possono capitare a chi – appunto – risiede o lavora nelle periferie di una città industriale come Milano. E questo vivere quotidiano balza su dal libro in tutte le pagine. Contesforza, che esista o meno, altro non è che i vari paesi sedi di comunità o aggregati industriali e abitativi a un tempo, come sono Metanopoli, Cornaredo, Borgolombardo, Carugate, Cologno Monzese e così via.
Le storie sono le più svariate, e dopo la seconda o la terza si percepisce la natura del libro, di racconti brevi anziché di una storia unica articolata in capitoli, il cui titolo ha a che vedere con una frase della storia che racconta. E danno un esempio tangibile di come si viva in queste periferie post-moderne, oggi, di quali possano essere i pensieri e gli interessi di chi ci abita o ci lavora. E’ – a mio avviso – un’ottima fotografia scritta della realtà milanese di oggi.
Ottima la scrittura, piana, semplice e scorrevolissima, che rende la lettura veloce e agevole, e che non stanca mai, anche quando descrive realtà tutt’altro che piacevoli, e vite noiose per come si svolgono, a volte per la loro stessa quotidianità.



(Lavinio Ricciardi)






Giorgio Falco, L'ubicaziobne del bene, Einaudi, 2009 [ * ]







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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 25/5/2010 alle 14:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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