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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
COME PIANTE TRA I SASSI
post pubblicato in Venezia, Mariolina, il 5 agosto 2010

E’ un bel romanzo che sostiene, per chi non lo avesse ancora capito, di quanto bisogno ha l’Italia di più consistenti forze di polizia, di magistrati coraggiosi e ostinati, e di meno politica corrotta e corruttrice.
Lettura piacevole e utile al tempo stesso,  consigliabile a tutti perché  non è tempo speso male. Disorienta talvolta lo stile di scrittura che certamente non è manzoniano.   

 

 

(Pietro Benigni)

 

 

Mariolina Venezia, Come piante tra i sassi, Einaudi, 2009 [ * ]

 


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COME PIANTE TRA I SASSI
post pubblicato in Venezia, Mariolina, il 26 luglio 2010



E’ un giallo, quasi un thriller? Così appare, questo libro, ad un accanito lettore delle storie del Commissario Montalbano di Andrea Camilleri.
E invece è un libro a mio avviso molto più profondo e bello, non privo di spunti che sicuramente definirei autobiografici, e pieno di affetto e comprensione per i caratteri del suo profondo sud, la Basilicata, la provincia di Matera.
La scrittura della Venezia è giovane, piacevole, e piena di fascino, a pensare alla Dottoressa Immacolata Tataranni, magistrato della procura di Matera, che racconta in prima persona – o quasi – i suoi pensieri, mentre fa le indagini, e anche quando non le fa. E qui c’è un primo contatto col personaggio Montalbano.
La storia appassiona, fa subito gola al lettore. Ma anche chi non pensa mentre legge, avverte che nel libro non c’è solo la storia. C’è appunto tanta autoanalisi. Fino alla quasi cotta per il suo appuntato prediletto, che la asseconda in ogni richiesta e che la comprende con una semplice occhiata.
E così, di capitolo in capitolo, si corre appresso agli indizi, e si resta delusi – assieme ad Imma – quando gli indizi restano labili, e magari non portano dove si voleva arrivare.
Il libro è estremamente piacevole, e la sua lettura scorre via veloce. Forse occorrerebbe leggerlo tutto d’un fiato, ma non è semplice farlo, Infatti, pur se il linguaggio è scorrevole, la vicenda non è proprio facile da intuire o da indovinare, e i ragionamenti del magistrato Imma non sempre si seguono subito.
Finché, quando pare che l’indagine sfugga di mano ad Imma, e l’abilità della Venezia sposta l’interesse del magistrato – solo in apparenza – su un’altra vicenda che, guarda caso, la riporta sul luogo del delitto, si intravede il finale. Bellissimo, inatteso, e forse estremamente improbabile. Ma descritto magistralmente, quasi che la “suspénce” dovesse incrementarsi ad hoc, per questa scena, senz’altro la scena madre del libro.
E l’abilità della scrittrice si palesa nel ricordo di un’esperienza scolastica che sfocia in un pensiero di Imma che origina poi il titolo del libro stesso.
Un libro la cui lettura è solo da consigliare.
 


(Lavinio Ricciardi)






Mariolina Venezia, Come piante tra i sassi, Einaudi, 2009 [ * ]





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COME PIANTE TRA I SASSI
post pubblicato in Venezia, Mariolina, il 6 maggio 2010



E' il sogno di tutti gli scrittori, creare un Personaggio come il commissario Maigret, Hercule Poirot, Miss Marple, la signora in giallo, Salvo Montalbano. Poi basta un nulla, due righe sul giornale, una notizia in cronaca, farmacista a Murinissi uccide la badante, e voilà, il libro è pronto in un batter d'occhio. I lettori si affezionano al Personaggio, ne seguono le avventure, lo amano.
Anche Mariolina Venezia ci prova, con il sostituto procuratore Imma Tataranni, una quarantenne alta come un soldo di cacio, che ha i capelli tinti color rosso carota, un viso da luna piena e tacchi dodici centimetri con cui, nei sopralluoghi all'aria aperta, spiaccica senza pietà i poveri lombrichi.
Il procuratore Tataranni proviene da una famiglia povera, a scuola non ha mai primeggiato, ma ciò nonostante è riuscita senza appoggio alcuno a costruirsi una invidiabile carriera. Veste incredibili tailleurini cuciti da sua madre, presumibilmente molti anni prima, visto che ormai sua madre è persa dentro di sé e quando vede la figlia le chiede chi sei? Ha un marito innamorato e un po' bietolone, una figlia con le crisi adolescenziali, una suocera pestifera e tutta una corte di personaggi di contorno, compreso un fido appuntato che oltre ad essere belloccio non è neanche stupido. Il tutto ambientato in Basilicata, tra tombaroli, Indiana Jones a caccia del tempio di Persefone, rifiuti tossici smaltiti fuori legge, vecchi fricchettoni seguaci di filosofie orientali.
Che dire? La figura di Imma Tataranni non è ancora messa a punto perfettamente, sembra costruita con molta tecnica e poca empatia. Dà l'impressione di essere nata come personaggio maschile e di essere poi stata riconvertita al femminile. Ma non basta far sì che pensi al cambio di stagione o alla spesa perché un personaggio diventi una donna credibile, né vale farle indossare accessori leopardati. Insomma, Imma non mi convince, ma può migliorare.
La trama scorre senza intoppi e senza colpi d'ala. Aspettiamo al varco la prossima impresa.
 


(Rita Cavallari)








Mariolina Venezia, Come piante tra i sassi, Einaudi, 2009 [ * ]

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