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IL PREZZO DEL VELO
post pubblicato in Sgrena, Giuliana, il 28 ottobre 2008



Il libro contiene una lunga serie di fatti ignominiosi accaduti e che ancora accadono alle donne islamiche. Ma si tratta di cose che si sanno da tempo, quindi il contributo dato alla conoscenza del problema appare limitato.
Nessun accenno viene fatto peraltro sugli aspetti più inquietanti della questione e cioè su cosa si fa o si dovrebbe fare in Occidente e in Italia affinchè questi reati non avvengano sul suolo italiano.
Viene taciuto per esempio il fatto che nelle scuole medie i nostri insegnanti si scontrano con genitori islamici che vietano alle figlie di partecipare alle lezioni di educazione fisica perchè ciò implicherebbe l'uso di una tuta, oppure sostengono che l'educazione scolastica delle figlie, anche di quelle più intelligenti, deve restare limitata perchè alla fine, quando saranno grandi non dovranno andare a lavorare fuori casa ma dovranno dipendere da un marito e stare a casa, oppure, se non si sposano, restare nella casa paterna per accudire in tutti i sensi (in pratica "servire") i fratelli maschi e il padre.
Sono questi dei veri e propri "delitti" che si perpetrano in Italia e di fronte ai quali i giornalisti italiani, inclusa la Sgrena, voltano il capo. Perchè? Perchè non hanno o non vogliono esprimere un parere? Oppure perchè la corrente politica di cui fanno parte non ha ancora preso posizione?
E soprattutto, cosa che la Sgrena non dice, queste "violenze" islamiche in Italia riguardano anche i maschi, non solo le femmine! Un tredicenne islamico, interrogato da un insegnante, ha riferito che se il padre e la madre gli comandano di commettere un atto illecito per la nostra legge, ad esempio commettere una strage in un luogo pubblico con l'esplosivo, lui non può fare a meno di obbedire, perchè i genitori gli hanno dato la vita e loro gliela possono richiedere indietro.   
Non solo non è possibile l'integrazione religiosa ma appare problematica anche l'integrazione morale (essere concordi su cosa è bene e cosa è male).
Perchè la Sgrena non affronta anche questi problemi vitali per il nostro popolo, abbastanza fiducioso e abbastanza aperto all'integrazione, ma alquanto ignaro di cosa succede a casa nostra?
Ma non solo la Sgrena evita di entrare nel nostro vero problema, ma si lascia andare (pag. 56) a una propaganda politica che si poteva certamente risparmiare quando asserisce, parlando della società francese, che "...il venir meno di valori di riferimento di sinistra e progressisti ha generato un sensibile arretramento culturale...", come se la cultura fosse un derivato della politica e non invece derivasse da fattori totalmente indipendenti dalla politica, come ad esempio l'istruzione scolastica e il benessere portato dallo sviluppo economico; come se una contadina ucraina fosse più colta di una donna occidentale di idee liberali.
Insomma, mi aspettavo decisamente di più e ho letto invece un testo costituito da una sequela di cronache dolorose e risapute, senza nessuna aggiunta di spunti e riflessioni personali su come potere arrivare a una integrazione sul piano almeno morale, visto che l'integrazione religiosa non è possibile.
Un testo che mi ha deluso e che non consiglio.


(Pietro Benigni)





Giuliana Sgrena, Il prezzo del velo, Feltrinelli, 2008 [ * ]







vedi quì e quì


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 28/10/2008 alle 10:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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