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CIRCOLOLEOPARDI percorsi di lettura e scrittura a più mani - il blog della biblioteca "Villa Leopardi" in Roma
LA FORTEZZA
post pubblicato in Hasz, Robert, il 24 ottobre 2008



 

E' la storia del tenente Livius, che a pochi giorni dal congedo si ritrova all'improvviso tra montagne inaccessibili, in una fortezza popolata da una strana guarnigione che sembra venire da un mondo fatto all'incontrario. I soldati vestono in modo casuale, non fanno il saluto ai superiori, non sono armati, non eseguono gli ordini, e il comandante, colonnello Mavrov, sembra trovare perfettamente naturale questo insolito comportamento. La fortezza è completamente isolata: non c'è telefono, non arriva la posta, nulla si sa di quello che succede nel mondo, le coordinate del tempo e dello spazio si smarriscono. Dove sono i nemici? Dov'è il confine? Cosa succede fuori? C'è una guerra civile? Non si sa. Però nella fortezza la mensa serve piatti di alta cucina, preparati con ingredienti rari e pregiati, come fosse un ristorante di lusso. In questo mondo sospeso nel nulla il tenente Livius vede svanire le sue aspettative di un ritorno a casa e viene assalito dai ricordi: il padre che ha abbandonato l'insegnamento e si è ritirato a vivere in un piccolo paese, la fidanzata Antonia, e poi la madre e la sorella della ragazza e i legami nascosti che pian piano emergono sul filo del ricordo. Il racconto si svolge su due piani, da un lato la storia personale di Livius con le inquietudini legate ai segreti della sua famiglia, dall'altro la vita nella fortezza, con la presenza incombente di un Ordine supremo e la paura di un nemico di cui non si sa nulla. In trasparenza si intravede la storia della Jugoslavia dopo la morte di Tito, il disfacimento dello stato, la perdita di ogni punto di riferimento, la guerra civile.
Ci sono libri che coinvolgono perché riescono a toccare dei nervi scoperti e a costruire storie avvincenti sulle nostre paure più segrete. La fortezza è uno di questi libri. I riferimenti alla realtà politica della ex Jugoslavia sono appena accennati, ma bastano poche righe per evocare la guerra etnica (ad esempio il riferimento alla vetrina distrutta nel panificio di proprietà di una famiglia albanese, costretta a fuggire), il disfacimento delle istituzioni, il crollo dello stato, il caos generale.
La lettura è scorrevole, la prosa elegante, la trama avvincente. L'autore è da noi uno sconosciuto, mi piacerebbe leggere qualcos'altro di suo.


(Rita Cavallari)





Róbert Hász, La fortezzaNottetempo, 2008 [ * ]





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