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MALE E PEGGIO
post pubblicato in Selvetella, Yari, il 1 ottobre 2008


Come una specie di falce e martello, sulla copertina del libro si mostra il neanche troppo celato strumento che dà il titolo al romanzo. Il male e peggio, attrezzo non nuovo per chi ha avuto esperienza come ingegnere, operaio o archeologo. “Da una parte fa male e dall’altra fa peggio”: questa la motivazione di un nome così particolare, spiegato a uno dei personaggi del libro. 
Selvetella lascia il terreno dell’analisi storico politica (intrapreso con l’amico Cristiano Armati in "Roma Criminale" e da solo in "Banditi, Criminali e Fuorilegge di Roma" [ * ] [ * ]) per avventurarsi in quello del noir. Diverso lo stile e l’argomento di fondo ma sempre la stessa l’attenzione ai luoghi e alle figure marginali di questa società allo sbando. L’autore ha rivelato come l’ispirazione per il setting e parte della trama sia avvenuta guardando la faccia scoraggiata di un dipendente nei grandi magazzini di un centro commerciale che indossava visibilmente contrariato la ridicola divisa natalizia impostagli dalla direzione.
Nella vita sono molti i momenti in cui ci diciamo che tutto va male tuttavia non bisogna tralasciare  il fatto che potrebbe andare sempre peggio. Questa non è solo la prova della legge di Murphy, secondo la quale le cose lasciate a se stesse tendono a peggiorare ma anche quello che accade al protagonista di questa storia. Leo Peggioni è personaggio reale che si nutre di passioni e rancori assolutamente condivisibili. Perso e quasi triturato da un meccanismo che punta allo schiavismo del dipendente, Leo decide di farla finita con questa vita. Nel frattempo Massimo De Santis, il suo capo muore e il caso vuole che tutti credano che a ucciderlo sia stato proprio lui. Il rancoroso e istintivo Leo scappa e attraversa metaforicamente (e realmente, non si capisce mai bene) tutte le facce di un cubo di Rubik, struttura che è alla base del romanzo sia come figura retorica che come architettura dell’intreccio narrativo. La storia infatti si apre a flashback e mutazioni di luogo improvvise, lasciando il lettore spiazzato più di una volta mentre cerca di raccogliere i frammenti di questa fuga. Dopo gli otto racconti in si bemolle di "Sax Tenore" [ * ], Selvetella segna un buon esordio sulla lunghezza anche se lo stile tagliente e dettagliato di "Roma Criminale" è lontano.


(Leonardo Vietri)



(apparso su "Leggere: Tutti" di luglio-agosto 2008)





Yari Selvetella, Male e peggio, Avagliano, 2008 [ * ]

 


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permalink | inviato da CIRCOLOLEOPARDI il 1/10/2008 alle 12:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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